Mondiali: papera Muslera e Uruguay a casa, Francia vola

Giocatori francesi e uruguaiani che contestano una decisione dell'arbitro
Una fase concitata della partita tra Francia e Uruguay

ROMA. – Un chirurgico colpo di testa di Varane e una papera mondiale di Muslera (alla Karius) su conclusione secca di Griezmann proiettano la Francia alla prima semifinale dopo 12 anni e mandano a casa l’Uruguay del maestro Tabarez, inconcludente in attacco senza l’infortunato Cavani. Si qualifica la squadra più forte, rodata, amalgamata nei reparti, con una rosa ampia e titolata.

Dopo lo spettacolo offerto contro l’Argentina ci vuole una gara accorta contro la rocciosa formazione uruguagia, con ripartenze improvvise. Griezmann colpisce all’improvviso (ed è decisivo anche sulla punizione del primo gol) mentre Mbappè viene guardato in cagnesco, trova un Laxalt ringhioso e si segnala per una sceneggiata che genera una rissa gigantesca.

La Francia si impone per la qualità del centrocampo: il lavoro oscuro di Kantè, la continuità di Tolisso, la classe di Pogba. E dietro ci sono Nzonzi e lo squalificato Matuidi. In difesa Lloris è impeccabile, la coppia Varane-Umtiti è sempre più affidabile.

L’Uruguay è intraprendente, si difende bene, ma senza Cavani Suarez è prigioniero dei suoi demoni. Si esalta solo litigando con gli avversari, e il resto della rosa a disposizione non è all’altezza. Il colpo di grazia lo dà Muslera tagliando le gambe ai suoi compagni.

Ora in semifinale la Francia di Deschamps (che allontana l’ombra di Zidane) se la vedrà con la vincente di Brasile-Belgio, sarà una sorta di finale anticipata. Le praterie argentine sono un ricordo leggendario. La nuova realtà, per i quarti della Francia nel fresco di Nizhny Novgorod, è la linea Maginot uruguagia, dove non passa un moscerino. Manca Cavani e la banda super atletica del maestro Tabarez mostra i muscoli con una formazione molto italiana (Caceres, Laxalt, Betancourt, Vecino, Torreira e l’ex Muslera).

Ringhiano Suarez e compagni, confermandosi la più europea come mentalità e tattica delle squadre sudamericane. C’è tanto Atletico Madrid in campo: l’inossidabile coppia centrale Godin-Gimenez, dall’altra parte l’utile Hernandez e il gioiello Griezmann. La Francia si compiace della sua superiorità tecnica e muove le carte con circospezione, tanto che la prima conclusione reale è il gol che la porta in vantaggio al 40′.

Mbappè viene triplicato e il primo ostacolo, Laxalt, sa farsi valere ed è velocissimo. Kantè e Torreira governano le truppe appena fuori delle rispettive difese. Al 13′ Godin di testa viene respinto da Lloris, poi Mbappe’ è solo in area ma di testa manda alto. I gialli di Hernandez e Betancourt dimostrano l’animosità in campo, poi Vecino al 35′ si libera e tira ma Lloris fa buona guardia.

Per sbloccare la gara ci vuole un espediente. Punizione laterale di Griezmann al 40′ con una finta che fa partire a vuoto il blocco difensivo, poi calcia e trova la spizzata di testa di Varane che si insacca all’angolino. Una doppia prodezza che scatena l’Uruguay. Al 43′ situazione gemella: punizione da fuori, Caceres colpisce bene e Lloris si tuffa togliendo la palla dall’angolino bassa alla destra della sua porta. Interviene Godis che spara alto.

La Francia nella ripresa prova a chiudere il conto, alzando il baricentro ma il pericolo viene da un’incertezza di Muslera che si fa quasi rubare il pallone di Griezmann, senza esito. Sono le prove generali del pastrocchio che chiude la gara. Al 16′ Pogba ruba palla a centrocampo e trova gli avversari sbilanciati, apertura a Tolisso che serve Griezmann.

Il piccolo principe tira da fermo una botta ad effetto che sembra senza pretese. Muslera respinge goffamente a mani aperte, il pallone si impenna e finisce dentro. Un harakiri che disorienta gli uruguayani, rassicura i francesi che si concedono qualche giocata irridente. E’ il più giovane ad esibirsi a centrocampo in un tacco dal sapore beffardo, poi in un contrasto con Rodriguez rotola a terra alla Neymar contorcendosi dal dolore. Nasce una rissa gigantesca che Pitana seda con un pilatesco doppio giallo.

I tanti cambi non producono scossoni, la Francia controlla, l’Uruguay non ha la forza per impensierire la munita difesa avversaria. Ora, contro Belgio o Brasile, sarà una semifinale indimenticabile.