Pensioni, Camusso: “Superare la Legge Fornero, sistema iniquo”

Susanna Camuso dal palco di una manifestazione della CGIL.
Susanna Camuso dal palco di una manifestazione della CGIL

ROMA. – La soluzione non passa per interventi tampone ma per una “riforma organica”, che “superi strutturalmente l’impianto della legge Fornero”. La Cgil chiarisce così la sua richiesta al Governo. E lo fa mentre sale l’attesa per il taglio alle cosiddette pensioni d’oro.

Il segretario generale, Susanna Camusso, però non teme “una battaglia scomoda” e mette in guardia sugli effetti della sforbiciata: significherebbe “aprire il varco al ricalcolo” degli assegni, una scelta “drammatica”. Per il sindacato invece bisogna attaccare il sistema, giudicato “iniquo e ingiusto”. Anzi, “il peggiore d’Europa”. Il tutto attraverso il “”confronto”.

Finora però, conferma Camusso, “elementi di contatto non ce ne sono stati”. Tanto che, lamenta, “ci pare ci sia una contraddizione tra il dire concertazione e poi procedere unilateralmente”. A partire dal decreto dignità. Di certo la numero uno della Cgil non si ritrova in certe iniziative dell’opposizione, come quella del Pd sull’introduzione di un salario minimo. Piuttosto “noi vorremmo tanto discutere di come ricostruiamo una sinistra”, perché ne “abbiamo uno straordinario bisogno”.

Intanto il sindacato cercherà di mettere a punto una proposta unitaria, sulle pensioni e non solo: ci sono anche i contratti del pubblico impiego da rinnovare. Visti però gli annunci le questioni previdenziali risultano quanto mai calde. Ecco allora che il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, scandisce in sei punti le priorità: dalla flessibilità sull’età alla chiusura della vicenda esodati, passando per il riconoscimento del lavoro di cura svolto dalle donne.

Si riprendono quindi i temi della piattaforma di due anni fa, arricchendo il menù con quella che viene definita l’emergenza numero uno: assicurare “un sistema previdenziale ai giovani”. Ora che le carte sono sul tavolo, “se si vuole fare il confronto bene”, altrimenti “noi siamo pronti a mobilitarci”, avverte il capo dei pensionati della Cgil, Ivan Pedretti, paragonando la scure sugli assegni alti a un “cavallo di Troia”, che spalancherebbe le porte al ricalcolo con il contributivo “di tutte le pensioni”.

Insomma per Camusso è il momento di vedere se il Governo mostrerà “una continuità nella disintermediazione o se c’è la volontà di confrontarsi”. Di sicuro alla Cgil le promesse non bastano, “siamo come San Tommaso”.