Scontro tra M5s e Lega sui migranti, Conte tenta la mediazione

Il ministro Matteo Salvini (D) con il presidente del Consiglio dei Ministri  Giuseppe Conte, in aula del Senato
Il ministro Matteo Salvini (D) con il presidente del Consiglio dei Ministri  Giuseppe Conte, in aula del Senato. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – La gestione dei migranti provoca un altro duro scontro tra Lega e Cinque Stelle. Una forte tensione interna alla maggioranza che rischia di mettere in difficoltà l’intera strategia del governo alla vigilia di importanti appuntamenti europei. Il premier Giuseppe Conte, prima di partire per il vertice Nato di Bruxelles, si vedrà con Matteo Salvini: un faccia a faccia per tentare di ricucire e trovare una linea comune, prima che lo stesso Salvini parta, nel pomeriggio, per Innsbruck, sede del primo incontro tra ministri dell’Interno europei sui migranti.

Sarà anche l’occasione per smorzare gli effetti dello scontro tra il titolare del Viminale e quello delle Infrastrutture. Al leader leghista non è andata giù, infatti, la decisione di Danilo Toninelli di autorizzare per motivi di ordine pubblico il trasbordo dei 67 migranti dalla nave Vos Thalassa a quella della Guardia Costiera Diciotti. E forse non è un caso che alla riunione operativa convocata da Conte a Palazzo Chigi fosse presente il ministro Toninelli e non il titolare dell’Interno. A rappresentare Salvini solo il suo capo di gabinetto.

Al termine dell’incontro, Toninelli cerca di gettare acqua sul fuoco, sottolineando che con Salvini era stato tutto chiarito e che la Diciotti arriverà in Italia nelle prossime 10-15 ore. Totalmente differente la versione del Viminale, che a stretto giro di posta diffonde una nota per puntualizzare che il porto di arrivo non è stato ancora stabilito. E’ evidente che l’imbarcazione della Guardia Costiera sbarcherà in Italia, tuttavia la comunicazione dell’Interno è un modo per evidenziare pubblicamente tutta l’irritazione del ministro.

Giuseppe Conte è consapevole dei dissapori, tuttavia nega ogni screzio e fa trapelare di non essere preoccupato. E’ parte della natura della coalizione di questo governo – osservano fonti vicine al premier – una sorta di divisione dei ruoli. Nella squadra – è il ragionamento del presidente del Consiglio – ci sono anche leader politici che puntano a forzare pur di ottenere i propri punti programmatici. E nello stesso tempo ci sono ministri competenti che avranno il ruolo di puntualizzare le dichiarazioni dei due vicepremier. Comunque, un contesto anomalo in cui il premier è chiamato, oggi come in futuro, a mediare continuamente.

Le stesse fonti assicurano che sul tema dei migranti l’Italia ha in ogni caso una posizione ferma. E che la riunione è servita a mettere a punto la fase attuativa della strategia italiana già messa in chiaro dalle conclusioni dell’ultimo Consiglio Ue. Il premier – riferiscono le stesse fonti – ha ricapitolato i punti emersi al Consiglio e illustrato la strategia operativa su come andare avanti con una programmazione per risolvere il problema migranti. Una programmazione che sarà al centro del faccia a faccia per consentire all’Italia di presentarsi in Austria con un documento condiviso dall’Esecutivo.

(di Marcello Campo/ANSA)