Trump nomina Kavanaugh alla Corte Suprema, barricate Dem

Brett Kavanaugh in primo piano, dietro il presidente Trump e la famiglia del giudice.
Il presidente Donald Trump ha scelto il giudice Brett Kavanaugh per sostituire alla Corte Suprema l'81enne uscente Anthony Kennedy. (Gettyimages)

WASHINGTON. – La decisione più importante per un presidente, aveva detto Donald Trump. Il tycoon mantiene il punto e alla vigilia della partenza per l’Europa annuncia di aver scelto il giudice Brett Kavanaugh per sostituire alla Corte Suprema l’81enne uscente Anthony Kennedy. Il secondo giudice che Trump presidente indica per la massima corte, e per la seconda volta la battaglia per la conferma della nomina al Senato si preannuncia efferata, con i democratici subito sulle barricate.

Se confermato Kavanaugh può cambiare radicalmente gli equilibri della Corte Suprema, con una virata a destra che può risultare decisiva su diversi temi e con un impatto duraturo sulla società americana. E’ giovane – 53 anni – e con un’impronta conservatrice senza ombre. Un curriculum impeccabile e ‘precedenti’ che lo rendono particolarmente gradito all’establishment repubblicano che all’unisono ha lodato la scelta di Trump, senatore John McCain compreso.

Kavanaugh è stato vice di Kenneth Starr nelle indagini sullo scandalo che travolse Bill Clinton ed ha lavorato alla Casa Bianca di George W. Bush, che lo nominò giudice della corte di appello, da dove ha inflitto duri colpi alla regolamentazione federale, messo in dubbio i diritti sull’aborto e si è schierato a favore della libertà per il possesso di armi.

E’ però anche ciò che ha scritto in un articolo del 2009 a saltare particolarmente agli occhi alla luce della più stretta attualità: proprio sulla base della sua esperienza al fianco di Kenneth Starr (stilò gran parte della bozza del rapporto Starr che fu centrale nel processo di impeachment a Clinton) nel testo in questione Kavanaugh esprimeva una posizione giuridica ben chiara circa la necessità – a suo avviso – che il Congresso schermi i presidenti in carica dalle cause e dalle indagini penali.

Perché, spiegava: “un presidente che è preoccupato da indagini in corso fa inevitabilmente un lavoro peggiore”. Era il 2009 e di certo non si immaginava il prospettarsi del cosiddetto ‘Russiagate’, ma oggi il tema è particolarmente caldo – e caro al presidente Trump – con il procuratore speciale Robert Mueller che non ha ancora deciso se e quando chiamare il tycoon a testimoniare. Ma anche date le ripetute accuse da parte dei legali del presidente verso Mueller e i limiti del suo mandato. Così se la questione dovesse tradursi in una battaglia legale e approdare alla Corte Suprema, il ruolo di Kavanaugh potrebbe risultare decisivo.

A caldo della nomina intanto la dura contestazione dei democratici si concentra su temi ‘più generali’: con Kavanaugh – ha affermato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer – “sono a rischio l’Obamacare e la Roe v Wade (la sentenza della Corte Suprema del 1973 che rese l’aborto legale di fatto su scala nazionale ndr). Farò opposizione con tutte le mie forze”.

Questo il tono, cui fanno eco numerosi interventi del fronte democratico, determinato quindi a fare muro al Senato dove i repubblicani hanno una maggioranza di soltanto 51 seggi su 100. Trump ha voluto comunque accelerare con l’obiettivo che il voto per la conferma di Kavannaugh si tenga prima delle elezioni di midterm a novembre, che potrebbero ulteriormente cambiare gli equilibri – se non proprio la maggioranza – in aula al Senato.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)