Boom imprese al sud, export raddoppiato in dieci anni

Una selezione di farmaci tenuta da due mani
Boom imprese al sud, export raddoppiato in dieci anni

ROMA. – Cresce l’Italia del farmaco, e fa registrare un vero e proprio boom anche nelle regioni meridionali del Paese: l’export di medicinali prodotti nelle aziende localizzate nel Meridione è infatti più che raddoppiato negli ultimi dieci anni. A evidenziare la crescita produttiva anche al Sud sono i dati presentati da Farmindustria in occasione dell’Assemblea nazionale 2018.

“Al Nord e al Centro – ha affermato il presidente di Farmindustria Massimo Sdaccabarozzi – le imprese del farmaco sono davvero forti con poli industriali leader in Europa. A Milano, Monza, Varese, Verona, Vicenza, Bologna, Firenze, Lucca, Parma, Pisa, Siena, Ancona, Roma, Latina, Frosinone e altre città ancora”.

Ma, ha aggiunto, “siamo tanti anche al Sud. Perché le nostre imprese ignorano il confine tra Nord e Sud. Basti guardare all’Abruzzo con Pescara e con L’Aquila che vanta un polo industriale che ha superato esemplarmente la crisi del terremoto, contribuendo non poco alla ricostruzione; alla Campania con un grande centro di produzione nella provincia di Napoli che esporta in tutto il mondo; alla Sicilia dove aziende italiane e internazionali investono a Catania o ancora alla Puglia dove a Bari e a Brindisi sono leader nella produzione e nell’export. E proprio l’export nel Sud negli ultimi 10 anni è più che raddoppiato, con un trend di crescita superiore alla media europea e persino al dato tedesco”.

Le imprese del farmaco continuano dunque a credere nel Paese: “Nel 2017 – ha rilevato il presidente di Farmindustria – abbiamo investito complessivamente 2,8 miliardi: uno e mezzo in Ricerca e un miliardo e trecento milioni in impianti produttivi, un valore aumentato del 20% in cinque anni”.

Un aumento della produzione, ha spiegato, che “dipende sia dalle imprese internazionali, che esportano più del 90% delle loro produzioni, sia da quelle nazionali che con la crescita all’estero hanno rafforzato la presenza delle attività nel Paese. Ossia il contrario della delocalizzazione”.

E l’Italia diventa sempre più ‘attrattiva’ anche per gli investitori esteri, come conferma anche il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Claudio Durigon: “Dal 2004, infatti – ha rilevato – l’Italia è tornata al decimo posto tra i paesi più attrattivi per gli investitori esteri”.