L’asse Mattarella e M5s scuote gli equilibri di governo

Il presidente Sergio Mattarella riceve e stringe la mano a Luigi Di Maio, capo delegazione del M5s.
Il presidente Sergio Mattarella riceve Luigi Di Maio, capo delegazione del M5s. (Archivio) ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE

ROMA. – Il deciso intervento del Colle sugli sbarchi dalla nave Diciotti e l’allineamento dei 5 stelle al Quirinale sembra aver dato uno scossone al Governo, tanto da far parlare – tra i parlamentari della maggioranza – di un asse Mattarella – Di Maio in grado di spostare i rapporti di forza nei delicati equilibri interni.

Il Carroccio nega comunque ogni tensione e ribadisce che non esiste alcun contrasto con il Colle, tantomeno con i giudici. Fonti vicine a Matteo Salvini, raccontano che il ministro dell’Interno sarebbe rimasto sorpreso dallo spazio che lo sbarco dei 67 migranti a Trapani ha avuto sui media, nel giorno in cui è stato impegnato in Austria, a lavorare al livello europeo sull’intero dossier migrazione.

Sta di fatto che, in un quadro reso sempre più complesso dal continuo braccio di ferro tra i due azionisti di riferimento della partita gialloverde, alcuni passaggi che sembravano a portata di mano, come le nomine ai vertici di Cdp, hanno subito un sostanziale arresto, con il rinvio alla prossima settimana.

Mattarella nei fatti non ha nascosto tutta la sua irritazione per la vicenda della nave. E ancora oggi in ambienti parlamentari si traduce l’iniziativa forte del presidente della Repubblica come la volontà di disegnare con nettezza i contorni dei ruoli di ciascun potere dello stato. E si esprime sorpresa per lo stupore espresso da Salvini. Un ragionamento, che negli stessi ambienti, coinvolge anche il premier Giuseppe Conte che, sicuramente, s’è trovato in una condizione difficile, forse anche a causa della sua distrazione.

Da tutto questo quadro emerge la preoccupazione del Quirinale per una vicenda – si ragiona ancora – che ha sconcertato anche l’opinione pubblica. La Lega non entra nel merito delle voci sugli umori del Capo dello stato facendo sapere solo di non avere alcun problema, nessun contrasto con il Quirinale. I rapporti – insiste la Lega – non sono assolutamente tesi.

Detto questo, Salvini rende chiaro che andrà avanti per la sua strada, determinato a fare quello che ha promesso agli italiani sul fronte della sicurezza e del contrasto all’immigrazione. La Lega nega poi di essere in un certo senso preoccupata da un presunto riequilibro interno al governo. Anzi, va avanti: nel momento in cui invia questi messaggi rassicuranti, afferma di essere rassicurata dall’incitamento degli italiani a non mollare, a tenere il punto contro ogni sbarco.

Questo clima di tensione non aiuta la maggioranza a fare passi avanti sostanziali sul fronte ancora aperto delle nomine. Il caso di Cdp è emblematico: l’assemblea riunita brevemente a Roma, si è aggiornata al prossimo 18 luglio a fronte al mancato accordo a livello politico che non ha permesso al Tesoro, socio di maggioranza, di presentare i suoi candidati per la lista dei consiglieri, fra cui il nome dell’ad.

(di Marcello Campo/ANSA)