Lucio Battisti ricordato ovunque, ma non nella sua Brianza

Un foto in bianco e nero di Lucio Battisti in primo piano con il titolo della sua "29 settembre"
Lucio Battisti, a 20 anni da morte

MOLTENO (LECCO).- Nessuno ha dimenticato, a Molteno, quando la vedova fece infilare in sacchi neri dell’immondizia le migliaia di messaggi e bigliettini, portati in 15 anni dai fan di Lucio Battisti nella cappella al cimitero. La salma era appena stata traslata e stava per lasciare definitivamente la Brianza. Tra le lacrime di chi vedeva togliersi anche il conforto di portare un fiore sulla tomba del cantautore morto 15 anni prima, il 9 settembre del 1998. Ma i familiari non gradivano quei pellegrinaggi nel paese sulle colline lecchesi, dove Battisti, nato in provincia di Rieti, aveva scelto di vivere proprio per amore della moglie.

Venti anni dopo nessuna celebrazione, nessun evento, neppure la più piccola cerimonia sarà organizzata per la ricorrenza nel comune della Brianza, ‘velenosa’ come la definì Battisti in una delle sue canzoni più famose, ‘Una giornata uggiosa’.

In tutta Italia, non c’è serata estiva che non dedichi un omaggio al cantante tra i più amati e rimpianti. La Tribute Band sta portando da gennaio in giro il suo tour ‘Innocenti evasioni’ con grande successo. Ma a Molteno il Comune ha deciso di evitare commemorazioni ufficiali. “E’ ovvio che ci è dispiaciuto molto dover assumere questa posizione – spiega l’avvocato Giuseppe Chiarella, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune – ma non possiamo comportarci diversamente”.

Tra il Comune e i familiari di Battisti (la moglie Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca) le polemiche divamparono l’anno successivo la morte, quando venne organizzata la prima kermesse a lui dedicata. “Era un evento promosso in tutta buona fede – ricordano gli amministratori – Ce lo chiedevano in tanti di fare qualcosa per non dimenticarlo ed ebbe un grande riscontro, negli anni successivi arrivarono molti artisti in omaggio a Battisti”.

Ma dalla famiglia partì subito la diffida. La causa finì nelle aule dei tribunali. Il Comune resistette alcuni anni, poi rinunciò alla manifestazione. Proprio un mese fa l’iter giudiziario si è concluso con la decisione della Cassazione. E’ stato respinto il ricorso degli eredi che chiedevano un risarcimento al Comune per lo sfruttamento del diritto di immagine. Vedova e figlio sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

“Ma ovviamente il pronunciamento dei giudici non è entrato nel merito dell’allestimento della kermesse degli anni scorsi – ha chiarito il vicesindaco – E anche per questo il Comune ha deciso di non promuovere nessun genere di celebrazione per i 20 anni dalla morte, proprio per evitare di esporsi a nuovi rischi”.

Quindi Battisti, deceduto a 55 anni, ancora amatissimo, sarà ricordato ovunque ma non nella sua Brianza. Per lo meno non ci saranno commemorazioni ufficiali. Perchè sono tanti i fan club che vorrebbero ritrovarsi per un momento comune il prossimo 9 settembre. Ma dove? Una tomba pare non esista più perchè la vedova decise di fare cremare il corpo. C’è ancora la cappella a Molteno, rimasta vuota e abbandonata. Senza nome e senza effigie, ma così l’aveva voluta la famiglia dal primo momento.

Non c’è neppure una via a lui intitolata perchè si era alla ricerca di qualcosa di più importante da dedicargli, ma tutto sfumò per le polemiche. Resta lo storico ristorante nel centro del paese, il preferito di Lucio, raccontano i compaesani, che arrivava spesso con la chitarra, pranzava con Mogol e insieme buttavano giù canzoni come ‘Ancora tu’.

(di Marisa Alagia/ANSA)