Risurrezione

Rimasi colpito e compresi la necessità di imparare a contemplare e a fermarmi di fronte al mondo, quando mio nonno donò una conchiglia di rara bellezza a una nipotina. Osservare le sue emozioni e la tenerezza con cui se ne prendeva cura amorevole, come fosse un tesoro prezioso da custodire, suscitò in me una forte commozione interiore.

Mi fu chiaro in un momento che ero cieco e, ancora una volta, incapace di vedere e di stupirmi. Tutto era sempre secondo lo stesso schema, senza alcuna novità, senza alcuna bellezza. È possibile avere gli occhi bene aperti sul mondo e non vedere, non intuire la bellezza, l’amore, la cura quotidiana che qualcuno ha per noi. «È bellissima», ripeteva la bambina sottovoce, quasi incredula che fosse davvero per lei, che fosse adagiata nella sua piccola mano.

La vera bellezza muove il cuore, appassiona, eleva l’animo, rende lieti. Lo sguardo dell’innamorato riesce a cogliere particolari che altri non vedono, riesce ad apprezzare anche le cose più piccole e quotidiane. Mi resi conto che la vita non può trascorrere nella considerazione di ciò che non va bene o nel tentativo di creare un recinto in cui tutto funziona alla perfezione o secondo una visione schematica o troppo realistica di ciò che accade intorno a me; perché lo schema, prima o poi, annoia e spegne la passione, il desiderio, l’entusiasmo,… spegne la vita, perché non ci si stupisce più di una Parola bella, di un sorriso, di un gesto gratuito,… di un Amore fino alla fine e senza misura.

Quale, dunque, la via? Come tornare bambini? Il Vangelo ci rinnova continuamente, ci aiuta a ritrovare lo stupore; fissando lo sguardo sul Pastore bello, le nostre ferite saranno guarite, anche quelle più profonde e troveremo comprensione, accoglienza, un abbraccio,… La bambina si chiama Anastasia, che vuol dire Risurrezione; per me davvero un segno del passaggio del Risorto nel quotidiano.

don Gian Luca Rosati

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