Vienna insiste sul doppio passaporto ma frena sui tempi

Un'immagine che mostra un passaporto italiano e uno austriaco.
Un'immagine che mostra un passaporto italiano e uno austriaco. ANSA / Wallisch Stefan

BOLZANO. – Nell’estate di Russia 2018 da Vienna a Bolzano si parla di ‘Doppelpass’, non del doppio passo calcistico ma del doppio passaporto che il governo Kurz vorrebbe concedere ai sudtirolesi di lingua tedesca e ladina. “Prima di essere un atto ostile è un atto francamente curioso sull’opportunità del quale ci interroghiamo”, ha commentato il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi dopo aver incaricato l’ambasciatore Sergio Barbanti di chiedere chiarimenti alle autorità austriache.

Evidentemente per prendere tempo, Vienna ha frenato anche se non ha mollato, annunciando che le condizioni legislative per la concessione della cittadinanza austriaca ai sudtirolesi “saranno poste non prima del 2019-2020”.

La polemica sulla doppia cittadinanza italo-austriaca dura ormai quasi da dieci anni, lanciata in un primo momento dalla Svp e poi rilanciata dall’opposizione di lingua tedesca. Il dibattito si è riacceso quando il governo Kurz ha inserito il tema nell’accordo di coalizione. Con l’arrivo dell’esecutivo giallo-verde lo scetticismo di Roma non è però cambiato, come invece auspicava qualcuno a Vienna.

“La concessione della cittadinanza di uno Stato ai cittadini di un altro Stato che già condividono la cittadinanza europea ci sembra un gran bisticcio di cittadinanze e di parole”, ha osservato Moavero a margine di una conferenza stampa con il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas a Berlino. “Con tutti i problemi che in questo momento ci sono in Europa – ha aggiunto – la questione della doppia cittadinanza ci sembrava l’ultima che bisognasse sollevare”. Dato che notizie del genere sono circolate sulla stampa, “abbiamo domandato oggi e stiamo raccogliendo risposte direttamente presso il governo e dovremmo avere un quadro più chiaro nelle prossime ore”.

L’Austria si è affrettata a precisare che la legge non sarà pronta prima del 2019-2020. Lo staff del portavoce del governo di Vienna, Peter Launsky-Tieffenthal, ha anche ribadito che qualsiasi soluzione “sarà elaborata nel dialogo con Roma e d’intesa con Bolzano”. Una precisazione tutt’altro che irrilevante. Il governo Kurz ha comunque sottolineato “lo spirito di integrazione europea e di pace” dell’iniziativa.

Ma il leader dei socialdemocratici ed ex cancelliere Christian Kern ha bocciato il doppio passaporto: “Si tratta della strada sbagliata, perché nel processo di unificazione europea è stata trovata una prospettiva comune per l’Alto Adige e l’Austria. Gli altoatesini per la loro autostima non necessitano del doppio passaporto”, ha detto al Dolomiten.

Da Roma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, trentino d’adozione, ha parlato invece di “atto ostile”, invitando Vienna a rinunciare “ad ogni velleità su un tema così importante, evitando ulteriori strumentalizzazioni politiche ed elettorali”.

Mentre per la deputata del Pd Debora Serracchiani, “la polemica tra Austria e Italia su questioni di cittadinanza è una spia significativa di come l’affermazione sovranista si possa evolvere in schietto nazionalismo ed espansionismo. Ci chiediamo se Salvini sia pronto a svendere all’Austria la sovranità italiana sull’Alto Adige-Suedtirol in cambio di una manciata di voti etnici o di un appoggio dell’Austria sulle politiche migratorie, un appoggio estremamente ipotetico come si è già visto”.

(di Stefan Wallisch/ANSA)