Trump attacca ancora Amazon, e il titolo cala in Borsa

L'entrata al quartier generale di Amazon. Persone camminando sul marciapiede.
(ANSA/AP Photo/Elaine Thompson, Archivio)

NEW YORK. – Donald Trump torna ad attaccare Amazon, continuando l’affondo su Twitter iniziato mesi fa. ”Il Washington Post non è niente di più che una costosa (il quotidiano perde una fortuna) lobby per Amazon” afferma Trump, ventilando l’ipotesi che il colosso di Jeff Bezos possa usare il giornale per ‘schermarsi’ dalle rivendicazioni antitrust. Parole che gelano il titolo Amazon in Borsa, dove arriva a perdere il 2% per poi recuperare almeno in parte e contenere le perdite intorno allo 0,45%.

L’attacco di Trump arriva in seguito alla non gradita copertura che il quotidiano riserva al presidente. ”Sono impazziti contro di me da quando hanno perso il caso sulle tasse per internet alla Corte Suprema” spiega Trump, riferendosi alla decisione dei saggi di aprire la strada alle riscossione delle tasse sul web. I presidente intravede poi nel servizio postale americano il prossimo ‘colpo’ che arriverà ad Amazon.

”Lo usano a una frazione del costo come loro ragazzo delle consegne” dice il presidente, tornando a cavalcare uno dei suoi cavalli di battaglia contro Amazon. Che Trump veda Amazon come il fumo negli occhi non è una novità: lo dimostra la serie di tweet presidenziali con cui il gruppo di Seattle è stato bersagliato nei mesi scorsi.

Del resto Amazon è la creatura di uno dei più acerrimi nemici del tycoon: Jeff Bezos, l’uomo più ricco al mondo con i suoi oltre 150 miliardi di dollari e proprietario del Washington Post, in prima linea tra gli oppositori del presidente americano. E così gli attacchi si susseguono, e non solo a suo di tweet. Dai cinguetti Trump è anche passato all’azione avviando un esame dei conti delle Poste americane per ‘dimostrare la sua tesi, ovvero che l’intesa fra Amazon e il servizio postale è una perdita per le Poste e va rivista.

Secondo indiscrezioni, il presidente punterebbe a un raddoppio delle tariffe caricate su Amazon e su altre aziende di spedizione dei pacchi. Accuse che sia molti consiglieri di Trump sia gli osservatori ritengono infondate, perché i problemi delle Poste americane hanno radici ben diverse. Ma Trump non sembra voler ascoltare e, periodicamente, torna all’attacco. ”Il servizio postale perderà 1,50 dollari in media per ogni pacco che consegna per Amazon” ha twittato il presidente il 31 marzo. In dicembre aveva criticato lo ”stupido” servizio postale per perdere miliardi di dollari ”non facendo pagare molto di più” ad Amazon ed altre società.