Crocifisso: la Lega rilancia sull’obbligo, dalle scuole ai porti

In un'aula di scuola, una bambina scrive sulla lavagna e a lato un crocifisso appeso alla parete.
Il crocifisso in un'aula di scuola.

ROMA. – La Lega rilancia la battaglia sul crocefisso da esporre in scuole, università, aule di giustizia, porti, aeroporti e stazioni, prevedendo multe fino a mille euro. E’ stata presentata il 26 marzo alla Camera, quindi a pochi giorni dall’insediamento del nuovo parlamento, una proposta di legge che vede prima firmataria Barbara Saltamartini, seguita da Massimiliano Fedriga, Giuseppina Castiello, Paolo Grimoldi e Guido Guidesi, che contiene “Disposizioni concernenti l’esposizione del Crocifisso nelle scuole e negli uffici delle pubbliche amministrazioni”, come recita il titolo.

La proposta, che porta il numero 387 ed è disponibile sul sito di Montecitorio, ricalca quella presentata sempre sa Saltamartini già nella scorsa legislatura. “Cancellare i simboli della nostra identità, collante indiscusso di una comunità – si legge nella motivazione che accompagna il testo della proposta di legge – significa svuotare di significato i princìpi su cui si fonda la nostra società”. E ancora: “Rispettare le minoranze non vuole dire rinunciare, delegittimare o cambiare i simboli e i valori che sono parte integrante della nostra storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Paese”.

Cinque gli articoli, in cui si prevede l’esposizione del crocifisso “nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado e delle università e accademie del sistema pubblico integrato d’istruzione, negli uffici delle pubbliche amministrazioni”, “negli uffici degli enti locali territoriali, nelle aule nelle quali sono convocati i consigli regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali e delle comunità montane, nei seggi elettorali, negli stabilimenti di detenzione e pena, negli uffici giudiziari e nei reparti delle aziende sanitarie e ospedaliere, nelle stazioni e nelle autostazioni, nei porti e negli aeroporti, nelle sedi diplomatiche e consolari italiane e negli uffici pubblici italiani all’estero”.

“Chiunque rimuove in odio ad esso l’emblema della Croce o del Crocifisso dal pubblico ufficio nel quale sia esposto o lo vilipende – recita l’art. 4 – è punito con l’ammenda da 500 a 1.000 euro”.