Timori su Fca, il governo rassicura. M5s contro la sinistra

L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, durante la sua visita allo stabilimento di Melfi (Potenza).
L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, durante la sua visita allo stabilimento di Melfi (Potenza). ANSA / US - Fiat

ROMA. – Il ‘dopo Marchionne’ “deve preoccupare”. Ma il governo lavora perché non ci siano contraccolpi sui lavoratori di Fca in Italia. E’ il messaggio che lanciano in mattinata, quasi all’unisono, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nei minuti in cui si registra il contraccolpo in borsa per l’azienda. E’ alle sorti degli stabilimenti italiani, che fanno riferimento i due vicepremier: “Investiremo sull’automotive elettrico”, sottolinea il ministro dello Sviluppo economico.

Ma Di Maio è durissimo con chi attacca da sinistra Sergio Marchionne: “E’ miserabile”. E’ la sinistra extra Pd a ribadire in pubblico le critiche a come l’ex Ad ha gestito in questi anni l’azienda. A dare il la era stato il governatore Enrico Rossi, ma sia Stefano Fassina che Guglielmo Epifani, parlamentari di LeU, tornano alla carica.

“E’ stato manager straordinario ma ha trattato i lavoratori soltanto come variabile di costo”, dice Fassina. Mentre Epifani, sottolineando il “poco brillante” risultato industriale, afferma che sbagliò ad andare “allo scontro” con Cgil e Fiom.

Sia Maurizio Martina che Matteo Renzi prendono le distanze, esprimendo “solidarietà” a nome del Pd a Marchionne e alla sua famiglia. “Provo disgusto – afferma Renzi – per chi in queste ore ironizza o lo insulta: ha risollevato aziende considerate finite e ha creato lavoro, perché si crea lavoro assumendosi rischi, non aspettando sussidi”, sottolinea l’ex premier lanciando una stoccata alle ricette M5s.

Ma è con entrambe le sinistre, quella che attacca e quella che “beatifica”, che se la prendono la Lega e M5s. “Magari con Marchionne – afferma Di Maio – non siamo andati d’accordo in questi anni quasi su nulla, ma vedere una certa sinistra che quando era potente gli ha permesso di fare ciò che voleva, mentre adesso che è su un letto di ospedale lo attacca, è veramente miserabile”. “Quando Marchionne era al potere hanno fatto i lacchè o sono stati zitti e ora si permettono di essere rivoluzionari del c…”, gli fa eco Alessandro Di Battista.

Il tema, fa notare l’ex ministro Carlo Calenda, sono ora le prospettive di Fca in Italia: “Dobbiamo riconoscere i meriti di Marchionne come manager ma non è come si diceva una volta che quello che va bene per la Fiat, va bene anche per il Paese: non è più così. Avevamo incominciato a lavorare coi sindacati sul nuovo piano industriale Fiat, il documento ce l’ha Di Maio”.

Il leader M5s, che rivendica i suoi natali a Pomigliano, afferma che l’obiettivo è guardare avanti, a fronte di una “riduzione crescente dei volumi di produzione” dell’auto: “Perché non far rinascere gli stabilimenti del Sud intorno all’auto elettrica che rappresenta la sfida dei prossimi anni?”. Su questo, afferma il ministro chiamando in causa anche Fca, l’intenzione del governo è “mettere molti soldi”.

In ogni caso, afferma Salvini, in queste ore ci sono solo due cose da fare: “Rinnovare il messaggio di vicinanza a Marchionne e a lavorare affinché l’azienda non abbia nessun contraccolpo. Fca continuerà a essere in buone mani – afferma – non ci sarà nessun problema né per i lavoratori né per il futuro dell’azienda”.

(di Serenella Mattera/ANSA)