Detroit ringrazia “Sergio”, Trump telefona a Elkann

Un operaio lavorando nella linea di produzione nello stabilimento Fca di Detroit.
Una linea di produzione nello stabilimento Fca di Detroit (Epa)

NEW YORK. – Senza Sergio Marchionne è una Detroit diversa. La capitale dell’auto americana ringrazia l’ex amministratore delegato di Fca per aver salvato Chrysler, la più piccola delle sorelle di Detroit, e averle regalato un futuro. Con il suo modo di fare schietto, Marchionne ha ‘conquistato’ la città, finita in bancarotta e poi riemersa, seguendo la strada di Chrysler e General Motors.

Ma non c’è solo Detroit a manifestare dolore: anche il presidente Usa, Donald Trump chiama Torino e parla con John Elkann per manifestare la propria vicinanza per le condizioni di Sergio Marchionne. Ora la guida di Fca passa a Mike Manley, nel quale viene riposta fiducia, soprattutto dai concessionari. E’ proprio da questo settore che Manley arriva e quindi per i rivenditori è una ‘speranza’.

”Sergio è arrivato in un momento difficile e ha fatto un lavoro incredibile nel resuscitare Chrysler e creare Fca – afferma Gary Brown, ex numero uno del consiglio nazionale dei concessionari di Chrysler, con Automotive News -. Conoscendo l’esperienza di Manley con la rete vendite, so che capisce l’importanza di una forte rete di concessionari. Ritengo che sia consapevole dell’importanza del lavorare insieme”.

Chrysler ”non sarebbe sopravvissuta senza Sergio. E’ una grande creatore di valore per le aziende, non solo nell’industria dell’auto ma in tutte le industrie” spiega Mike Jackson, presidente di AutoNation, la maggiore catena americana di concessionari, con il New York Times.

A Marchionne va riconosciuto molto credito per i risultati raggiunti: ”Mi piace perchè insieme al presidente Barack Obama ci ha salvato. In molti lo dimenticano. Mi piace e rispetto Mike, penso che siamo in buone mani” osserva invece Carl Galeana, titolare di Galeana Automotive Group, di cui fanno parte concessionari Fca in diversi stati americani.

United Auto Workers, il potente sindacato dei metalmeccanici americano, attende Manley. Assicurando che lavorerà con il nuovo numero uno di Fca, il Uaw lo attende in vista delle trattative per il rinnovo del contratto sindacale nel 2019. Un appuntamento importante, che finora aveva visto Marchionne impegnato in prima linea.

Negoziatore scaltro, combattivo ma anche rispettoso, Marchionne ha condotto le trattative in prima persona instaurando anche un rapporto di quasi ‘collaborazione’ con il numero del sindacato Dennis Williams nel 2015, considerato da molti un possibile ‘alleato’ di nella grande partita delle alleanze. ”Apprezzo Sergio per la tutto quello che ha fatto per noi – dice Bruce Baumhower, presidente del Uaw Local 12 di Toledo – e sono contento della scelta di Manley perchè è un uomo Jeep”.

Detroit si prepara intanto a un altro importante cambiamento: lo ‘slittamento’ del Salone dell’Auto. Dal 2020 non si terrà più nel freddo gennaio ma in giugno, così da consentire alle case automobilistiche l’esposizione fuori dal Cobo Center e la pianificazione di eventi in giro per la città. Un’altra pagina di storia che cambia.

(di Serana Di Ronza/ANSA)