F1: Gp Ungheria triste, Ferrari in lutto per Marchionne

Il muretto della Ferrari listato a lutto
Vettel e Raikkonen in silenzio,

ROMA. – La Ferrari riparte nel Circus della Formula 1 con l’omaggio a Sergio Marchionne. Già nel giorno dedicato alle interviste, sul circuito di Budapest in Ungheria dove domenica si correrà la dodicesima gara della stagione, tutti gli uomini della scuderia di Maranello a cominciare dai piloti Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen indossano il lutto al braccio in onore del presidente del Cavallino Rampante scomparso nella clinica di Zurigo.

Una gara per la Ferrari molto difficile da correre non solo dal punto di vista emotivo ma anche sportivo visto che sarà chiamata a rifarsi dopo la delusione vissuta in Germania con l’errore fatale di Vettel a pochi giri dal Gp che lo vedeva in testa. Il tedesco della scuderia di Maranello è passato in pochi istanti da un possibile allungo nel Mondiale piloti ad un cocente -17 punti dal suo rivale Lewis Hamilton che grazie proprio alla defaillance di ‘SuperSeb’ ha vinto ad Hockenheim.

In segno d’omaggio a Marchionne, il cui obiettivo era quello di riportare la Rossa a vincere il più presto possibile il Mondiale, nel motorhome Ferrari installato sul circuito di Budapest la bandiera a mezz’asta, mentre probabilmente anche le monoposto guidate da Vettel e Raikkonen saranno listate a lutto.

La Federazione automobilistica internazionale (Fia) ha poi dispensato in segno di rispetto e vicinanza per la morte di Marchionne la scuderia Ferrari dal dover effettuare interviste ufficiali. Quindi Raikkonen non ha partecipato, come invece era in programma, alla consueta conferenza Fia che precede il week-end di gara, mentre nemmeno il team principal Maurizio Arrivabene parteciperà alla conferenza ufficiale dei capi dei team. Per lo stesso motivo in silenzio anche Vettel.

Una gara quella dell’Hungaroring che dal punto di vista sportivo per la Rossa evoca bei ricordi visto che il 16 agosto di quasi vent’anni ci fu uno dei più bei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, bello perché apparentemente impossibile: un capolavoro di abilità, coordinamento e concentrazione, la concentrazione necessaria per passare, dopo 43 giri, da due a tre pit-stop e guidare in modo da accumulare il vantaggio necessario a tornare fuori ancora al comando.

Quanto alla gara, si sa che il tracciato ungherese è lento (la media oraria della pole 2017 di Vettel è stata più di 206 Kmh) e non agevola i sorpassi e quindi le qualifiche di sabato, dove la Rossa quest’anno ha dimostrato più volte di essere all’altezza se non meglio della Mercedes, saranno molto importanti. Le gomme da asciutto a disposizione saranno ancora Medium, Soft e Ultrasoft, mentre il meteo riserva qualche incertezza per la pole e la gara.