Il Sole a un passo dal letargo e senza macchie

Il disco del Sole privo di macchie
Il disco del Sole privo di macchie (fonte: SDO/HMI)

ROMA. – Il Sole è a un passo dal suo letargo ciclico. Da oltre 30 giorni, infatti è senza macchie e sta raggiungendo l’attività minima del suo ciclo di 11 anni. Il suo ciclo è paragonabile a un pendolo, che oscilla tra i periodi in cui il numero di macchie solari aumenta e si riduce.

“Le osservazioni indicano che il Sole si sta avviando verso il minimo, perché è aumentata, in numero e in durata, la serie di giorni privi di macchie” ha detto all’ANSA Mauro Messerotti, dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’università di Trieste. Si nota inoltre, ha aggiunto l’esperto, una sempre più rara attività sulla superficie apparente del Sole, la fotosfera.

“A mio avviso, però – ha rilevato il fisico solare – non ci sono ancora tutte le condizioni per poter affermare che la fase di minimo sia iniziata in modo compiuto. Per il momento si prevede che il minimo si verificherà nel 2019, se sarà così oppure se anticiperà al 2018 ce lo diranno le osservazioni”.

Secondo l’esperto, si potrà dire che il Sole è entrato nella fase di attività minima quando il periodo senza macchie solari sarà molto più lungo “il minimo precedente, piuttosto prolungato, è stato caratterizzato da più di 800 giorni consecutivi senza macchie solari”.

Tra le ‘firme’ del minimo solare ci sarà anche “la riorganizzazione del campo magnetico generale del Sole” e la formazione di “estesi e persistenti buchi coronali”, che sono regioni che sembrano più scure perché emettono meno radiazioni X e ultraviolette e che sono capaci si scagliare nello spazio raffiche veloci di vento solare, ossia il flusso di particelle emesse dal Sole.

Per questa ragione letargo non significa completa calma per il Sole: le raffiche di vento solare, scagliate dai buchi coronali, se colpiscono la Terra possono innescare “aurore polari, tempeste geomagnetiche e modifiche nella fascia dell’atmosfera chiamata ionosfera che influenzano la propagazione delle onde radio”.

Inoltre, quando il Sole ha un’attività minima il vento solare è meno denso e non ‘scherma’ come al solito il Sistema Solare dai raggi cosmici fatti di particelle molto energetiche. Di conseguenza, queste particelle riescono a penetrare più facilmente nel Sistema Solare e se colpiscono la Terra possono creare problemi ai satelliti e ai sistemi di comunicazione. I palloni nella stratosfera, a esempio, hanno già cominciato a misurare che il flusso dei raggi cosmici è aumentato.

(di Monica Nardone/ANSA)