Aramburu: “Non credo a piccole patrie, ma all’umanità”

Fernando Aramburu e la copertina del suo libro "Patria"
Lo scrittore basco Fernando Aramburu, vincitore con 'Patria' (Guanda) del Premio Tomasi di Lampedusa e del Premio Strega Europeo 2018.

PALERMO. – Le ragioni dell’Eta non l’hanno mai convinto e continua a non credere alle piccole patrie. Lo scrittore basco Fernando Aramburu, vincitore con ‘Patria’ (Guanda) del Premio Tomasi di Lampedusa e del Premio Strega Europeo 2018, in cui affronta attraverso al storia di due famiglie la complessa questione basca, considera una grande conquista l’accordo di Schengen: “Sono arrivato a Palermo dalla Germania – dice in conferenza stampa nel palazzo dove abitò l’autore del Gattopardo – senza dover usare il passaporto. Il mondo ha bisogno di aperture, non di chiusure, e soprattutto di umanità”.

Da 33 anni Aramburu vive in Germania, dove si è trasferito per seguire “una ragazza bellissima” conosciuta a Saragozza: “Il mio non è un esilio. Da studente – ricorda – dividevo un appartamento con altri tre ragazzi; avevamo una stanza libera e decidemmo di darla in affitto e così una mattina bussò alla nostra porta una giovane, diventò mia moglie”.

“Ho preso subito le distanze dall’Eta – che si costituì proprio nell’anno di nascita dello scrittore, il ’59 – Ho vissuto da vicino gli attentati e la dittatura di Franco. La propaganda basca non mi ha mai catturato: vedevo morire donne e bambini. Non mi attraeva l’idea che per fare politica bisognava fare del male. Oggi l’Eta non c’è più sul piano operativo, ma non perché i suoi adepti abbiano cambiato idea, piuttosto non hanno più i mezzi di un tempo, quando passavano per rivoluzionari e antifranchisti”.

In Germania, anche dopo tre decenni, Aramburu si sente un po’ straniero: “Sarà per il mio aspetto mediterraneo, ma quando sono per strada la gente mi guarda con sospetto; a meno che non sia in compagnia del mio cane, allora mi sorride. La morale che ne ho tratto è che il cane dà garanzia di normalità”.

Poco tenero con il suo paese (“la Spagna è troppo concentrata su se stessa per riflettere sul fenomeno dei migranti”), non è clemente neanche con la Germania: “Nel 2015 ha accolto 1,2 milioni di stranieri, ma l’ha fatto male, senza organizzare un così imponente arrivo. Va bene l’accoglienza, ma ai migranti bisogna dare prospettive”.

Il premio sarà consegnato ad Aramburu il 4 agosto a Santa Margherita di Belìce, durante una serata in cui si esibirà Noemi e Giancarlo Giannini leggerà brani del Gattopardo, di cui ricorre il sessantesimo della pubblicazione.

(di Francesco Terracina/ANSA)