Troppi cesarei e tante visite per le mamme italiane

Un neonato appoggiando la testa sulla pancia della mamma con la cicatrice del parto cesareo.
Rapporto 2015: primo figlio a 31 anni

ROMA. – Le mamme italiane sono ultratrentenni, partoriscono quasi sempre con il papà accanto e finiscono troppo spesso, secondo i parametri internazioni, in sala operatoria per essere sottoposte ad un taglio cesareo. Ben oltre un bambino su tre in Italia infatti nasce così. Il primo figlio arriva non prima dei 31 anni (in media quasi 33 anni) da madri che solo nella metà dei casi si dovranno dividere fra un bambino da accudire e il lavoro.

Il Rapporto annuale CeDAP 2015 fotografa le nascite e le gravidanze nel nostro paese, con l’analisi dei dati di 500 punti nascita. Nel 2015 le nascite sono state 486mila, facendo registrare il minimo storico. Un primato negativo, però, battuto immediatamente l’anno successivo quando le nascite sono state ancora meno, toccando quota 474mila.

Sempre meno bambini quindi, ma crescono le attenzioni e la presenza di un familiare o una persona cara in sala parto e durante il travaglio è diventata la regola. La donna ha accanto a sé al momento del parto (esclusi i cesarei) nel 92,27% dei casi, il padre del bambino, nel 6,36% un familiare e nell’1,37% un’altra persona di fiducia. C’è però una quota di nascite ancora rilevante, il 6,7%, che avviene in centri con meno di 500 parti l’anno, numero considerato non ottimale secondo i criteri della sicurezza che fissano il livello ad almeno 1.000 nascite l’anno.

Forte la medicalizzazione della gravidanza: quasi 9 future mamme su 10 si sottopongono minino a 4 visite ginecologiche e una donna su 4 dopo i 40 anni sceglie l’amniocentesi. L’ 89,1% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, il 10,9% nelle case di cura private e solo lo 0,1% altrove (altra struttura di assistenza, domicilio, etc).

Nel 2015, il 20% dei parti riguarda le madri di cittadinanza non italiana, fenomeno più diffuso nel Centro-Nord, dove la percentuale sale al 25%. In particolare, in Emilia Romagna e Lombardia, il 30% delle nascite riguarda le madri straniere.

L’età media della madre è di 32,8 anni per le italiane mentre scende a 30,1 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono invece di 33 anni per le italiane e 30 anni per le straniere. L’età media al primo figlio è per le donne italiane, quasi in tutte le Regioni, superiore a 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,4 anni.

Delle donne che hanno partorito nell’anno 2015 il 43,8% ha una scolarità medio alta, il 28,6% medio bassa ed il 27,6% ha conseguito la laurea. L’1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi ed il 6,4% tra 1.500 e 2.500 grammi. Nei test di valutazione della vitalità del neonato tramite indice di Apgar, il 99,4% dei nati ha riportato un punteggio a 5 minuti dalla nascita compreso tra 7 e 10, quindi ottime condizioni di salute.

I nati morti sono stati 1.391 e 4.781 casi di malformazioni diagnostiche alla nascita. Infine le nascite da fecondazione assistita: i nati concepiti con le tecniche di PMA sono stati 10.363 casi (pari al 2,14% del totale nazionale).

(di Maria Emilia Bonaccorso/ANSA)