Incidente sul lavoro, muore il primo giorno di contratto

Un'auto pattuglia dei Carabinieri intervenuta sul luogo dell'incidente
Un'auto pattuglia dei Carabinieri (ANSA)

FANNA. – E’ morto il primo giorno di lavoro. La tragedia è avvenuto a Fanna (Pordenone), attorno alle otto del mattino. Un operaio neo assunto, con un contratto di poche settimane, è rimasto folgorato all’interno di una cabina del cementificio della Buzzi Unicem. L’operaio era stato selezionato da una agenzia interinale, con cui aveva già svolto collaborazioni saltuarie.

Con la qualifica di operaio specializzato nella carpenteria metallica, era stato scelto dalla Friuli Montaggi, un’azienda di una novantina di dipendenti di Precenicco (Udine). L’appuntamento per iniziare la collaborazione era a Fanna, per una mattinata di sopralluoghi prima di procedere allo spostamento di un’apparecchiatura, da sostituire con una più moderna.

I colleghi hanno lasciato Donato Maggi, 37 anni, originario di Taranto, trasferitosi in Friuli da qualche anno, nella stanza. Un’assenza di pochi minuti, quando però sono rientrati hanno trovato l’uomo privo di sensi. I tentativi di rianimazione si sono protratti per più di un’ora. Inutilmente.

Il medico legale ha inizialmente ipotizzato un’embolia polmonare, ma alcuni elementi raccolti nella cabina hanno fatto propendere i carabinieri e il personale dell’Azienda sanitaria per un incidente: l’ipotesi più accreditata è che l’uomo sia rimasto folgorato entrando in contatto con un elemento elettrico oppure che si sia formato un arco voltaico letale.

Al dramma per una morte improvvisa e le cui cause sono tutte da accertare – è stata disposta l’autopsia – si è aggiunto quello di contattare la moglie: la coppia si era sposata soltanto quattro mesi fa. Nessuno tra i presenti aveva recapiti certi: “Lo abbiamo conosciuto cinque minuti prima che morisse – hanno detto i colleghi – era un lavoratore interinale con ottime referenze ed esperienza nel settore. Ma non abbiamo avuto il tempo di sapere nulla: di fatto ci siamo presentati, stretti la mano e siamo entrati dal nostro cliente per un sopralluogo”.

Sconforto anche tra i dipendenti del cementificio: “Lo stabilimento è grande – hanno fatto sapere – e per alcune ore si propendeva per un malore fatale. Per questo non si è nemmeno ipotizzata una mobilitazione. Solo a fine turno ci hanno raccontato della possibilità che sia rimasto folgorato. Non si può morire sul lavoro. Se accade nei primi cinque minuti dopo l’assunzione è ancora più sconvolgente”.

(di Lorenzo Padovan/ANSA)