In Indonesia si cerca tra le macerie, 2.700 turisti evacuati

Turisti scossi dal terremoto in attesa di ripartire.
Turisti scossi dal terremoto in attesa di ripartire.

BANGKOK. – Qualcuno è ancora vivo, ma molte macerie non sono ancora state rimosse e si teme che il bilancio possa salire ancora. A due giorni dal terremoto che ha colpito il nord dell’isola di Lombok, i soccorritori continuano a cercare sopravvissuti, e così ne hanno trovato uno: un fedele rimasto intrappolato nel crollo di una moschea, indebolito ma incolume.

Migliaia di residenti che hanno perso la casa continuano però ad attendere aiuti, e molti turisti che volevano lasciare l’isola non sono ancora riusciti a farlo, accampandosi in spiagge o dentro l’aeroporto. “Grazie a Dio!”, ha esclamato un soccorritore al ritrovamento dell’uomo sopravvissuto sotto la moschea del villaggio di Lading-Lading, a pochi chilometri dall’epicentro del sisma di magnitudo 6,9.

Passata l’euforia per la miracolosa estrazione, si teme però che quelle macerie nascondano decine di vittime. Al momento della scossa nella moschea, secondo il sopravvissuto, c’erano un centinaio di persone. Secondo Sutopo Purwo Nugroho, il portavoce dell’Agenzia indonesiana per la prevenzione dei disastri, si stima che una trentina non siano riuscite a scappare prima del crollo.

Le vittime accertate sono 105 e i feriti oltre 230, ma sono cifre destinate a salire. Nel frattempo, le condizioni nel nord di Lombok rimangono difficili. Da nord-ovest a nord-est, lungo la costa che circonda il monte Rinjani si calcola che l’80 per cento delle abitazioni sia crollato o inagibile, e molte delle macerie non sono ancora state rimosse per la mancanza di mezzi e personale; in alcuni punti si sente un odore di putrefazione.

Secondo l’organizzazione Oxfam, oltre 20mila persone hanno perso la casa e sono ospite in rifugi temporanei, ma altre bivaccano all’aperto. Scarseggia l’acqua potabile, servono anche tende, cibo e medicinali. Quanto ai turisti, in 2.700 sono stati evacuati dalle tre piccole isole Gili, al largo della costa nord-occidentale di Lombok, dopo un assalto alle poche barche disponibili che si è concluso oggi, e dal quale sono passati anche numerosi italiani; i primi nostri connazionali sono già tornati a casa.

L’aeroporto di Lombok, nel sud dell’isola, è operativo 24 ore su 24 con una frequenza di voli incrementata, per permettere di soddisfare tutte le richieste di ripartenze anticipate. Non tutti i turisti hanno potuto essere accontentati, però, e in molti hanno deciso di passare la scorsa notte distesi nelle sale dello scalo. Nel frattempo, le scosse d’assestamento non si fermano. Se ne sono contate oltre 200 da domenica sera, e la scorsa notte due hanno raggiunto la magnitudo 5,3.

(di Alessandro Ursic/ANSA)