Renzi: “Far luce su troll e fake, in ballo l’Italia”

Matteo Renzi durante il suo intervento all'Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Pd
Matteo Renzi durante il suo intervento all'Assemblea Nazionale del Partito Democratico. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

ROMA. – Il futuro dell’Italia si gioca anche sulle fake news, una questione che è “tutt’altro che una bolla di sapone” e con cui il Paese farà i conti anche dopo l’estate. Ne è convinto Matteo Renzi che ai pm dell’inchiesta romana sull’attacco online al capo dello Stato chiede di essere ascoltato come testimone. Non solo.

In diretta su Facebook, quasi una “risposta” alla conferenza di Palazzo Chigi del premier Conte, l’ex segretario del Pd attacca gli “spot” del governo gialloverde e apre a un nuovo Pd, “oltre i soliti confini”, con la Leopolda primo banco di prova. Gli fa eco il segretario Maurizio Martina che guarda al forum nazionale dem di Milano, deciso a puntare sul radicamento territoriale del partito.

Nella diretta social di congedo estivo Renzi attacca la maggioranza – “fa danni, meglio se andavano in vacanza” – criticando in particolare il rinvio dell’obbligo di vaccinazione, il decreto dignità e l’abolizione della missione Italia Sicura. Gli affondi al governo, “più slogan che sostanza” e quelli mirati a Di Maio – “lui il vitalizio se l’è tenuto, hanno abrogato i vitalizi degli altri” – e a Salvini – “dice che chi lancia uova è un cretino, ma allora per il sillogismo anche lui…”.

Sull’attacco online a Mattarella nella notte dello scontro su Savona vuole vederci chiaro, per capire chi o cosa ci sia dietro i profili falsi che hanno rilanciato la campagna online contro il Quirinale. “Alla ripresa avremo tante cose da fare”, dice convinto Renzi via Facebook, “presto toccherà di nuovo a noi”. Anche per questo rilancia l’appuntamento della Leopolda, il 20 e 21 ottobre, per cui ha in programma “qualcosa di speciale”. Il tema sarà “Ritorno al futuro”, e sarà un “evento che va oltre i confini del Pd”.

Alcuni esponenti dem vicini a Renzi la descrivono come l’ultima chiamata per provare a salvare il Pd e, forse, l’occasione per lanciare un candidato renziano in vista del congresso del prossimo anno. Anche perché senza quest’anima dem, avrebbe confidato l’ex premier nei giorni scorsi ai suoi, il Pd non sarebbe più lo stesso.

Il rischio scissione però è tutt’altro che archiviato. L’esito della Leopolda si incrocerà dopo pochi giorni con quello del Forum nazionale del partito che il segretario Martina ha lanciato per il 26 e 27 ottobre a Milano. Una due giorni per “costruire l’alternativa” per l’Italia e che raccoglie la grande sfida di “rafforzare e allargare la comunità Pd” puntando alla creazione di una “leadership diffusa”.

(di Stefania Passarella/ANSA)