Accordo Berlino-Madrid, scattano i respingimenti

Angela Merkel conversa con Pedro Sanchez.
Angela Merkel conversa con Pedro Sanchez. REUTERS Yves Herman Pool

BERLINO. – C’è l’accordo fra Berlino e Madrid sui respingimenti immediati dalla Germania dei richiedenti asilo. È stato firmato il 6 agosto, e sarà in vigore in tempi strettissimi: da sabato prossimo, chi mette piede in territorio alemanno, pur avendo fatto richiesta in Spagna, sarà rispedito nel paese governato da Pedro Sanchez “nel giro di 48 ore”. A parte il caldo torrido, il clima è dunque ideale per la visita privata di Angela Merkel al premier socialista, sabato e domenica prossima in Andalusia. Con Italia e Grecia, invece, “il negoziato è ancora aperto”.

A dare la notizia del patto con Madrid, rispondendo a una domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa di routine a Berlino, è stata la portavoce del falco Horst Seehofer (Csu). Il ministro dell’Interno, che proprio sui cosiddetti “movimenti secondari” ha minacciato di far cadere la cancelliera, trascinandola in una crisi senza precedenti.

“La trattativa con Madrid è stata conclusa”, ha affermato a sorpresa Eleonore Petermann. Che vuole la Spagna in cambio? Nulla. “Non hanno chiesto alcuna contropartita”. Sul fronte più difficile, quello romano, stando alla stessa fonte, non vi sarebbero invece novità: “È noto che non dovranno trapelare dettagli della trattativa mentre è ancora in corso”. Così vuole Seehofer. Era stato proprio lui, però, in un’intervista rilasciata alla Faz qualche settimana fa, a far sapere di aspettarsi un’intesa con l’Italia fra la fine di luglio e gli inizi di agosto. Il tempo – stando all’orizzonte o indicato da lui – è maturo.

La partita con Matteo Salvini, che con il leader dei cristiano-sociali ha stretto perfino un’alleanza (il famoso “asse” a tre, nato con l’Austria di Sebastian Kurz) non è semplice – Seehofer ha sempre parlato di “colloqui difficili” – e dovrà certamente tener conto delle “attese” italiane, si è ripetuto anche a Berlino. Roma ha chiarito all’ultimo Consiglio europeo di non aver alcuna intenzione di riprendere indietro nessuno: la strategia dell’attuale governo è quella di ridurre il numero degli arrivi.

È chiaro quindi che sul tavolo ci siano anche la richiesta sulle modifiche – rivendicate con forza il 26 luglio dal ministro Moavero – della missione “Sophia”: deve cambiare l’approccio secondo cui tutti i migranti salvati debbano approdare in Italia. Il sostegno di Berlino sulla questione sarà importante. Dall’altro lato, non è irrilevante la minaccia tedesca di smettere di accogliere quote di migranti dai chi non accetterà di riprendersi i propri richiedenti asilo.

A giochi aperti sul tavolo, l’agenda dopo-ferie della Merkel riparte con un inusuale viaggio in Spagna: su invito di Sanchez, in una finca a 50 km da Siviglia, dove il premier socialista trascorre le vacanze in famiglia. L’uomo artrefice dello scacco a Mariano Rajoy sembra un ottimo alleato, per la cancelliera. Due giorni fa il suo ministro degli Esteri, Jakop Borrell, ha affermato che Merkel abbia salvato l’onore dell’Europa, accogliendo un milione di siriani nel 2015. E ha attaccato il “le politiche di brutale isolamento” di Salvini, che ricadrebbero su tutta Europa.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)