Salgono a 39 le donne uccise dall’inizio del 2018

Una delle tante manifestazioni contro la violenza sulle donne.
Una delle tante manifestazioni contro la violenza sulle donne. (Foto archivio)

ROMA. – Si allunga ancora la lista dei femminicidi e salgono a 39 le donne uccise da inizio anno. L’ultimo episodio a Cavarzere, nel Veneziano, dove un uomo ai domiciliari ha massacrato di botte in casa la moglie fino a toglierle la vita. Solo 24 ore prima dal cuneese la notizia che una donna morta soffocata il 26 giugno, ritenuta in un primo tempo vittima di una rapina nella sua abitazione, in realtà sarebbe stata uccisa dal marito, che è stato arrestato: l’uomo aveva debiti di gioco.

Una scia a cui andrebbero aggiunti i tanti episodi, pressoché quotidiani, di violenze sessuali, molestie, stalking. Solo a luglio si sono sono registrati quattro omicidi efferati. Il 25 in Gallura una donna marocchina di 34 anni è stata massacrata di botte e uccisa probabilmente durante un festino a base di droga e alcol.

Il 16 vicino Lecce un uomo di 77 anni, che poi ha confessato, al culmine di una lite ha ucciso la moglie, di 57, come lui sordo-muta, con un coltello da cucina: i due si stavano separando. Due giorni prima a Pesaro una 52enne, da tempo separata, è stata trovata morta in casa: ad ammettere l’omicidio dopo ore un marocchino 38enne che sotto l’effetto della cocaina ha picchiato e accoltellato una donna che probabilmente, anche per fragilità e solitudine, era finita in un brutto giro.

Il 6 luglio in un paese della provincia di Siena una quarantenne originaria del Venezuela è stata soffocata con un cuscino: il marito si è impiccato poco dopo. Il 22 giugno vittima sempre del marito è morta una donna di 38 anni, romena, uccisa durante un violento litigio sotto gli occhi dei due figli. A questi casi si aggiungono 32 femminicidi commessi dall’inizio del 2018, spesso maturati tra le pareti di casa.

I dati presenti sul sito del Viminale sugli omicidi compiuti in ambito familiare-affettivo, indicano 190 casi nel 2014 e 171 nel 2015. Ma del fenomeno si è occupata più di recente un’apposita Commissione parlamentare di inchiesta istituita in Senato nel gennaio del 2017, che ha tracciato una prima mappa italiana illustrata all’Onu in occasione della 62ma sessione della Commission on the Status of Women.

Secondo lo studio, nel 90% dei casi ad aggredire le donne sono uomini, per la metà partner o ex: dunque, nel 70% dei casi la violenza arriva da qualcuno che si conosce, spesso qualcuno con cui si hanno legami affettivi. Il 10,6% delle donne dichiara di aver subito una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni. Più di una donna su 3, vittima della violenza del partner, ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%). Circa il 20% è stato ricoverato in ospedale e tra queste più di un quinto ha riportato danni permanenti.