Lo spettacolo dello sciame della cometa Swift

In un cielo oscuro la scia della cometa
Sarà nuovamente visibile nel 2126.

CAGLIARI. – “L’apparizione di una stella cadente, oggi, è associata a un sentimento di lieto stupore. Ci si sente quasi baciati dalla fortuna per assistere a un evento naturale non raro, ma che appare straordinario. Pochi si sottraggono alla tentazione di esprimere un desiderio, seguendo la tradizione popolare che promette l’avverarsi dei pensieri formulati nel brevissimo tempo di esistenza della traccia luminosa”.

Tommaso Settanni, presidente dell’associazione astronomica di Nuoro traccia tra miti, suggestioni, storia e scienza il racconto del fenomeno dello sciame di stelle che cade dal cielo in particolare la notte di San Lorenzo. “La tradizione cristiana ha ereditato il concetto della pioggia di stelle cadenti come pianto celeste. Secondo la leggenda, il diacono San Lorenzo fu arrostito vivo su una graticola di ferro dai romani il 10 agosto del 258 dopo Cristo – spiega l’esperto – da allora, ogni anno, le sue lacrime infuocate continuano a diffondersi nel cielo come scintille. Giovanni Pascoli, nella sua poesia ’10 Agosto’ ha consolidato questa credenza popolare, associandola all’uccisione del padre Ruggero, avvenuta la notte del 10 agosto 1867”.

Settanni spiega all’ANSA che il fenomeno delle stelle cadenti è dovuto al fatto che ogni anno, nella prima metà del mese di agosto, la Terra interseca nella sua orbita lo sciame di polvere lasciato da una cometa che a contatto con l’atmosfera terrestre, prende fuoco, divenendo visibile anche a occhio nudo.

“Scientificamente parlando, il fenomeno non si esaurisce in un solo giorno ma dura per un paio di settimane, dalla fine di luglio fino a metà agosto inoltrato – aggiunge Settanni – si tratta di uno sciame meteorico che attraversa l’atmosfera terrestre dando vita al suggestivo spettacolo delle stelle cadenti che possono ammirare sempre, ma solo in questo periodo dell’anno con tale intensità.

La cometa che attraversa l’atmosfera terrestre si chiama Swift – Tuttle e possiamo vederla solo di rado: l’ultima volta è stato nel 1992 e la prossima sarà nel 2126 – prosegue ancora – ciò che vediamo sono però i frammenti della sua coda, che entrando a contatto con la Terra si infuocano e piombano verso il basso, dando vita a scie luminose che noi chiamiamo stelle cadenti”.

“Le meteore che si staccano dalla cometa Swift – Tuttle sono dette Perseidi perché provengono dalla parte del cielo in cui si trova la costellazione di Perseo, nel settore Nord-Est – sottolinea – Vennero osservate per la prima volta in modo scientifico nel 36 d.C. dai cinesi e fu un italiano a trarre le più precise osservazioni astronomiche su di loro: Giovanni Virgilio Schiapparelli, nella seconda metà dell’Ottocento”.

(di Maria Grazia Marilotti/ANSA)