L’estate italiana, irregolare il 50% delle case vacanze

Auto della Guardia di Finanza parcheggiata fuori di una casa.
Controlli Gdf, scoperti 2mila venditori abusivi e 9,5 mln falsi. ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA

ROMA. – L’Italia dei furbetti non va in vacanza e i mali endemici del paese, dall’evasione fiscale al lavoro nero, trovano terreno fertile anche in piena estate, colpendo quelle che sono le attività più redditizie da giugno a settembre: gli affitti ai turisti, i lavori stagionali, la vendita di prodotti sulle spiagge.

L’ennesimo quadro sconfortante del nostro paese emerge dai controlli che la Guardia di Finanza ha predisposto per i mesi estivi proprio con l’obiettivo di arginare certi fenomeni e tutelare l’economia sana e la libera concorrenza: in totale 22.271 verifiche, quasi 500 al giorno, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017.

Ed è così che viene fuori, per il secondo anno consecutivo, che una casa vacanza su due è stata affittata in maniera irregolare: su 895 verifiche effettuate sui proprietari di seconde e terze case nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte, 539 hanno dato esito irregolare e, di queste, 450 sono risultate affitti in nero. Più o meno gli stessi numeri dell’anno scorso, quando negli 811 controlli effettuati i finanzieri hanno scoperto 450 violazioni, di cui 370 riguardanti gli affitti in nero.

E se l’anno scorso la Gdf aveva portato alla luce le ‘case-pollaio’ di Gallipoli, dove in abitazioni senza alcun requisito igienico-sanitario erano ospitati decine di ragazzi, quest’anno è toccato agli anziani essere ospiti di un ‘ospizio-pollaio’: una struttura di Sassari del tutto abusiva e sprovvista di autorizzazioni amministrative nella quale le persone erano stipate in uno spazio nettamente inferiore a quanto previsto dalla legge.

Non va meglio nel settore del commercio. Dopo aver sequestrato in due mesi qualcosa come 9,5 milioni di prodotti contraffatti, in prevalenza giocattoli, capi d’abbigliamento e materiale elettrico, con una media di quasi 210mila al giorno, le Fiamme Gialle hanno individuato 2.187 venditori abusivi: non tutti e non solo extracomunitari sulle spiagge ma soprattutto soggetti che non hanno mai richiesto la licenza, che non hanno mai comunicato al fisco l’inizio dell’attività o che non hanno mai installato i registratori di cassa.

Tra queste anche delle guide turistiche e dei venditori di acqua di dubbia provenienza e conservata in bottigliette senza sigillo, che operavano abusivamente nei pressi del Colosseo, uno dei monumenti italiani più visitati che ogni anno accoglie oltre 5 milioni di persone.

E non potevano mancare, nella fotografia dell’estate italiana scattata dalla Gdf, i lavoratori pagati in nero. I militari ne hanno scoperti 2.080, sottraendoli, dicono, “allo sfruttamento di datori di lavoro senza scrupoli”. Tra loro anche 509 stranieri, quasi tutti impiegati nei campi, e anche 22 minori.

“L’estate – dice il comandante generale della Gdf Giorgio Toschi – rappresenta per i cittadini un periodo di riposo e svago e, per molte imprese, anche un momento per fare ossigeno alle proprie entrate”. Ecco perché “vocazione sociale – conclude il generale – significa anche profondere maggiore impegno proprio in periodi come questo, per salvaguardare i principi di libera concorrenza e garantire alla collettività i massimi livelli di sicurezza economico-finanziaria”.