La provocante Adina cerca marito in un albergo a forma di torta nuziale

La provocante Adina in una scena dell'opera rossiniana
La provocante Adina cerca marito in un albergo a forma di torta nuziale

Seconda opera in scena al Rossini Opera Festival (12,15, 18 e 21 agosto) Adina è una farsa in un atto su libretto di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini, a sua volta una riduzione de Il califfo e la schiava del prolifico Felice Romani (autore di oltre 90 libretti operistici) che venne in seguito musicato dal lauretano Francesco Basily.L’opera, unica tra quelle di Rossini scritta per un teatro non italiano o francese, fu commissionata dall’ispettore dei teatri portoghesi nel 1818 e composta da Gioachino a Bologna dove stava trascorrendo un periodo di convalescenza presso i genitori, fra la metà di aprile e la fine di maggio dello stesso anno.

Nuovo allestimento coprodotto con il Wexford Festival Opera, è diretto da Diego Matheuz, per la prima volta a Pesaro, sul podio dell’Orchestra Sinfonica ‘G. Rossini’ e del Coro del Teatro della Fortuna ‘M. Agostini’ (Mo Mirca Rosciani). Lo spettacolo è ideato da Rosetta Cucchi, con Tiziano Santi alle scene, Claudia Pernigotti ai costumi e Daniele Naldi alle luci.

Nella compagnia di canto spiccano il ritorno del baritono Vito Priante (già Nicola ne ‘La Gazzetta’ del 2015) ed una giovane star al suo debutto in loco, Lisette Oropesa,soprano leggero statunitense dalle origini cubane, reduce dal clamoroso successo alTeatro Real di Madrid dove, diretta da Daniel Oren, ha interpretato ‘Lucia di Lammermoor’ (dal 25 p.v. interpreterà Violetta ne ‘La Traviata’ alla Fenice di Venezia). Al loro fiancoLevy Sekgapane, Matteo Macchioni e Davide Giangregorio.

Il soggetto ripropone una classica vicenda di ambientazione esotica che è ricorsa spesso nell’opera buffa tra Settecento e Ottocento: a Bagdad, il califfo vorrebbe sposare la schiava Adina che gli ricorda i tratti della donna un tempo amata. La fanciulla dapprima acconsente ma in seguito, nel rivedere il giovane Selimo che credeva morto e del quale era innamorata, cerca di fuggire con lui. Dopo varie vicissitudini, il califfo scopre che Adina è sua figlia e può quindi acconsentire con gioia alle nozze con Selimo.

A causa della fretta, il Musicista compose solo tre ‘numeri’, ne abbozzò un altro, ne prese tre dal suo ‘Sigismondo’ e affidò a collaboratori la composizione di altre arie e dei recitativi. E’ noto che messo alle strette e sotto stress, Gioachino era solito guadagnar tempo ‘riscaldando gli avanzi’ come era solito dire : sappiamo che copiò l’ouverture de ‘La cambiale di matrimonio’ nell’Adelaide di Borgogna’, quella de ‘La gazzetta’ ne ‘La Cenerentola’, quella di ‘Aureliano in Palmira’ nell’’Elisabetta regina d’Inghilterra’ e nel ‘Barbiere’ fino a che, diventate le opere troppo conosciute, non poté più procedere su questa linea.

 

Lisette Oropesa

 

La genesi dell’opera presenta molti punti oscuri, tra cui il motivo per cui andò in scena al teatro ‘Nacional’ de São Carlos di Lisbona solo il 22 giugno 1826, otto anni dopo la commissione e, pare, per una sola sera. Il cast comprendeva il celebre basso Giovanni Orazio Cartagenova nel ruolo del califfo.

Nessun’altra esecuzione è documentata fino alla ripresa moderna, avvenuta presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena nel 1963. Nel 1981 è andata in scena con Ernesto Palacio ed Angelo Romero a Bologna (all’Europauditorium  e  al Teatro Comunale), mentre è  stata rappresentata al Rof nel 1999 con l’Orchestra della Toscana, Pietro Spagnoli, Alexandrina Pendatchanska, Antonino Siragusa, Roberto De Candia e Massimo Giordano: era diretta da Yves Abel, con la regia di Moni Ovadia.

 

 

Soggetto conosciuto e strausato nel teatro lirico, la storia dell’Adina rossiniana, tra spassosi equivoci e un velo di malinconia, è impregnata di un fascinoso colore esotico, da cui l’immancabile sottotitolo Il Califfo di Bagdad che ci porta immediatamente dentro ad una delle fiabe astutamente narrate da Sherazade. Ma noi questa fiaba la vogliamo raccontare in modo diverso, magari alle cinque del pomeriggio, davanti ad una tazza di te, rigorosamente Earl Grey, con lo sguardo un po’ coloniale dell’Inghilterra viaggiatrice che nei primi anni del secolo passato amava immergersi nell’esotico dei suoi domini con quel sapore un po’ fantastico della Alice di Lewis Carroll tra oggetti giganti e piccoli pertugi che si aprono su mondi nascosti’- ha scritto Rosetta Cucchi nelle note di regia che fin dall’inizio ha preannunciato ‘divertente e piena di trovate’.Una Adina che cerca marito in un albergo a forma di torta nuziale non è cosa da tutti i giorni!

Pesarese, diplomata al Conservatorio ‘Rossini’ di Pesaro e laureata al Dams di Bologna, Rosetta ha iniziato nella città natale la sua carriera di pianista accompagnatrice  fino a che, nel 1999, ha intrapreso una carriera parallela come regista, debuttando con ‘Il passo dell’anima’ di Gardel al Teatro ‘Bellini di Catania e ‘La scala di seta’ di Rossini al Teatro ‘La Maestranza’ di Siviglia. Da allora non si è più fermata ed il mese prossimo debutterà al ‘Boston Civic Opera’ con un nuovo allestimento de ‘Il Barbiere di Siviglia’  e poi con ‘Werther’ di Massenet alla ‘Fenice’ di Venezia con Juan Diego Flórez nei panni del protagonista e Michele Mariotti in quella di direttore.

Sono contento di far parte di questa edizione speciale del festival -ha detto alla stampa Diego Matheuz, uno dei primi violini dell’Orquesta Sinfónica Simón Bolívar, facente parte de ‘El Sistema’, un’organizzazione di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali, fondato nel 1975 dall’economista e musicista José Antonio Abreu  (allora Social Action for Music)  che ne divenne il direttore: col tempo si è occupato della promozione e gestione di oltre 125 orchestre e cori giovanili,  30 orchestre sinfoniche, nonchè dell’educazione di oltre 350.000 studenti in 180 nuclei operativi sul territorio venezuelano.

Abbiamo fatto un buon lavoro con ‘Adina’, una farsa divertente, che piacerà sicuramente anche se non si può annoverare tra i capolavori del Maestro– ha concluso, ricordando che nel prossimo ottobre dirigerà a Vienna ‘Guillaume Tell’ e l’anno prossimo, a Monaco di Baviera, ‘Il Barbiere’.

(di Paola Cecchini)