Politica tra dolore e rabbia. Polemica sui 5 Stelle

Una parte del ponte crollato rimasta sospesa nel vuoto
Crolla ponte sulla A10 (fermo-immagine filmato Polizia di Stato)

ROMA. – Non è solo il giorno del cordoglio e del silenzio come in molti auspicano per rispetto delle vittime del crollo del ponte Morandi. La tragedia di Genova scatena anche la polemica politica mentre il governo, a partire dal presidente del Consiglio, si precipita sul luogo del disastro per organizzare i soccorsi ed esprimere vicinanza alla popolazione.

Se Giuseppe Conte, che resterà a Genova due giorni, esprime la “vicinanza di tutto il Governo alle vittime di questa tragedia e ai loro familiari”, è il ministro Toninelli ad offrire il destro per la polemica che si scatena. “La manutenzione viene prima di ogni cosa. Chi sarà identificato come responsabile deve pagare fino all’ultimo” avverte indicando Autostrade come la responsabile della mancata manutenzione. Anche Matteo Salvini è durissimo: “I responsabili di questo disastro, con nomi e cognomi, dovranno pagare, pagare tutto, pagare caro”.

Ma non sfugge ai più il ricordo della recentissima audizione del ministro Toninelli in Parlamento in cui inserisce la Gronda autostradale di Genova nell’elenco delle grandi opere da sottoporre “ad una revisione complessiva, che contempli anche l’abbandono del progetto”.

“Per commentare una tragedia il ministro Toninelli non ha bisogno di sputare sempre su tutto e su tutti. Questo modo di fare politica ricorda lo sciacallaggio politico nel pieno di una tragedia” commenta l’ex ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi.

Intanto mentre tra le parole di cordoglio arrivano nel pomeriggio anche quelle di Beppe Grillo, rispuntano dal web alcune dichiarazioni dell’allora leader M5s e di consiglieri pentastellati liguri contro il progetto Gronda. Sul blog del Movimento, sotto il titolo ‘Il più grande scavo del mondo’, un post a firma dell’ex consigliere pentastellato, Mauro Muscarà (poi uscito insieme a Paolo Putti ed Emanuela Burlando per fondare Effetto Genova) datato 30 settembre 2012, condannava fortemente il piano.

Anche Beppe Grillo, in occasione dell’edizione di Italia 5 Stelle al Circo Massimo presentando il consigliere Paolo Putti si diceva contrario all’opera: “dobbiamo fermarli con l’esercito!” protestava. Senza contare che la pagina M5s che pubblica a latere del blog dibattiti e appuntamenti dei meet up aveva a suo tempo ospitato un comunicato del coordinamento dei Comitati No Gronda in cui si leggeva: “Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi”.

Il M5s prende le distanze: “il sito citato non era una pagina ufficiale del Movimento cinque stelle”. Anche Salvini non manca però di rintuzzare la polemica: “Se ci sono vincoli europei che ci impediscono di spendere soldi per mettere in sicurezza le autostrade, metteremo davanti a tutto e a tutti la sicurezza degli italiani”.

(di Francesca Chiri/ANSA)