Industria non produce più fuoristrada, africani se li fanno da soli

Mobius II, un vero 4x4 dalla robusta costruzione in metallo
Mobius II, un vero 4x4 dalla robusta costruzione in metallo

ROMA. – Le case automobilistiche mondiali hanno abbandonato i fuoristrada “spartani” (stile vecchie Jeep e Land Rover) a favore dei suv, più confortevoli e accessoriati. Ma in Africa, dove c’è bisogno di fuoristrada dato il pessimo stato delle vie di comunicazione, i suv sono troppo costosi e troppo tecnologici per i meccanici del posto. Così, nel Continente nero si stanno moltiplicando le case locali (spesso con manager europei) che propongono fuoristrada economici e robusti, adatti per quei mercati.

La kenyana Mobius Motors (in attività dal 2014) ha portato sul mercato la sua seconda generazione del fuoristrada Mobius II, un vero 4×4 dalla robusta costruzione in metallo, alla portata, per le riparazioni, anche dei fabbri. La produzione del modello della serie precedente – simile nel look e nella progettazione – era andata a ruba nel giro di pochi mesi. Ma nonostante il prezzo molto competitivo (meno di 9mila euro), il fuoristrada era stato criticato perché troppo spartano.

Ora il Mobius II viene venduto in tre allestimenti, tutti con un motore benzina 1.8 da 130 Cv – Cargo, Adventure e Adventure Plus -, con un prezzo che parte da 11mila euro. Secondo gli ultimi dati disponibili (Oica 2014), ci sono 42,5 milioni di veicoli sulle strade africane, e i Paesi con i maggiori tassi di crescita annua sono il Kenya (+12%) e l’Etiopia (+10%), per un giro d’affari globale nel Continente – tra mezzi nuovi e usati – di 60-70 miliardi di dollari.

L’alternativa a veicoli di produzione locale sono le importazioni di mezzi usati. Questi ultimi però (ha sottolineato l’Onu) sono vecchi modelli con emissioni molto inquinanti.