Argentina, Macri: “Tassa a esportazioni e riduzione governo”

Persone protestando in strada sollevando uno striscione con la scritta "Bancaria"
Proteste in Argentina.

BUENOS AIRES. – Il presidente argentino Mauricio Macri ha annunciato a Buenos Aires che per superare il “grave momento che stiamo attraversando” e per perseguire l’obiettivo di “non spendere più di quello che abbiamo”, “chiederemo uno sforzo a quelli che più hanno”, con una tassa sulle esportazioni, e “ridurremo la squadra di governo”.

So, ha sottolineato, che “una tassa sulle esportazioni è una cosa cattiva, ma abbiamo bisogno in questo momento di un sacrificio che chi ha deve fare”. “Con questa misura, con un governo ridotto e agile, con la lotta alla corruzione e con il nuovo accordo che stiamo negoziando con il Fondo monetario internazionale – ha ancora detto – riusciremo a costruire il Paese che tutti desideriamo”.

Il fallimento dell’Argentina, ha infine sostenuto, “è che uno dei Paesi potenzialmente più ricchi del mondo, abbia un terzo della popolazione in condizione di povertà”.

In un discorso fra i più lunghi da lui pronunciati come presidente, Macri ha ricordato che nel suo programma di governo c’erano tre punti chiave: “L’equilibrio dei conti pubblici, l’ampliamento del lavoro formale e la costruzione di uno Stato senza corruzione”.

Il capo dello Stato ha poi sostenuto che “abbiamo ricevuto un Paese che spendeva più di quello che aveva” e che “abbiamo frenato un cammino che ci portava ad essere un Venezuela”. La svalutazione che abbiamo avuto, ha aggiunto, “porterà maggiore povertà in Argentina”, ed “è per questo che saranno rafforzati alcuni piani sociali come la Sovvenzione universale per i figli, i piani di sostegno alimentare e lo sviluppo di un piano di prezzi controllati”.