Papa: “Silenzio e preghiera dinanzi a chi cerca lo scandalo”

Papa Francesco in primo piano benedice
Padre Lombardi: "Accuse aggressive, giusta la strada scelta dal Pontefice" (Foto ANSA)

CITTA’ DEL VATICANO. – Non ha citato espressamente monsignor Carlo Maria Viganò, e non poteva essere altrimenti, ma le parole pronunciate stamane da papa Francesco nella prima messa a Santa Marta dopo la pausa estiva non possono non trovare appiglio nel caso del ‘dossier’ dell’ex nunzio negli Stati Uniti che, accusando il Pontefice di aver ignorato le informazioni sugli abusi omosessuali dell’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick (poi da Bergoglio privato della porpora) ne ha chiesto addirittura le dimissioni.

“La verità è mite, la verità è silenziosa”, “con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione e la distruzione”, l’unica strada da percorrere è quella del “silenzio” e della “preghiera”, ha detto il Papa nell’omelia. Un silenzio, quello scelto dal Papa, che è la via giusta: lo sottolinea l’ex direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

C’è “un’ondata di accuse estremamente aggressive” che “confondono e soprattutto tendono a creare una situazione di divisione nella Chiesa”, ha detto l’ex portavoce del Vaticano. “Di fronte a questa situazione il Papa ribadisce la sua intenzione di non rispondere direttamente a queste accuse e di non lasciarsi coinvolgere in una spirale terribile di dispute, contraddizioni violente”. “Questo esempio di pazienza e moderazione del Papa con questo tempo di silenzio credo che sia una buona strada”, dice Lombardi alla tv dei vescovi.

Francesco, nell’omelia a Santa Marta, è partito dal Vangelo di Luca, in cui Gesù, tornato a Nazareth, viene accolto con sospetto, spiegando che esso permette di “riflettere sul modo di agire nella vita quotidiana, quando ci sono dei malintesi” e di comprendere “come il padre della menzogna, l’accusatore, il diavolo, agisce per distruggere l’unità di una famiglia, di un popolo”.

Con il “suo silenzio” Gesù vince i “cani selvaggi”, vince “il diavolo” che “aveva seminato la menzogna nel cuore”, ha osservato Bergoglio. “Non erano persone, erano una muta di cani selvaggi che lo cacciarono fuori dalla città – ha commentato -. Non ragionavano, gridavano. Gesù taceva. Lo portarono sul ciglio del monte per buttarlo giù. Questo passo del Vangelo finisce così: ‘Ma Egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino’. La dignità di Gesù: con il suo silenzio vince quella muta selvaggia e se ne va. Perché non era arrivata ancora l’ora”.

Lo stesso accadrà il Venerdì Santo: “la gente che Domenica delle Palme aveva fatto festa per Gesù e gli aveva detto ‘Benedetto Tu, Figlio di Davide’, diceva ‘crucifige’: avevano cambiato. Il diavolo aveva seminato la menzogna nel cuore, e Gesù faceva silenzio”. “Questo – ha affermato il Papa – ci insegna che quando c’è questo modo di agire, di non vedere la verità, resta il silenzio”.

“Il silenzio che vince, ma tramite la Croce – ha spiegato -. Il silenzio di Gesù. Ma quante volte nelle famiglie incominciano delle discussioni sulla politica, sullo sport, sui soldi e una volta e l’altra e quelle famiglie finiscono distrutte, in queste discussioni nelle quali si vede che il diavolo è lì che vuol distruggere… Silenzio. Dire la sua e poi tacere. Perché la verità è mite, la verità è silenziosa, la verità non è rumorosa”.

Per Francesco, “non è facile, quello che ha fatto Gesù; ma c’è la dignità del cristiano che è ancorata nella forza di Dio. Con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera”. Il Papa ha concluso con una preghiera: “Il Signore ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. E questo in tutta la vita: nel lavoro, a casa, nella società… in tutta la vita. Così saremo più imitatori di Gesù”.

Francesco promette quindi silenzio sul caso Viganò. Che però continua a far discutere su un lato e l’altro dell’Oceano. Ultimo tassello le controverse dichiarazioni dell’ex nunzio sull’incontro del Papa, nel settembre 2015 a Washington, con l’attivista anti-nozze gay Kim Davis. Secondo Viganò, il Papa sapeva benissimo chi fosse Davis e il Vaticano aveva approvato l’incontro con largo anticipo. Malgrado ciò egli fu richiamato a Roma dal card. Pietro Parolin per relazionare al Papa.

A Viganò rispondono con una lunga nota l’ex portavoce vaticano padre Federico Lombardi e il suo ex assistente per l’inglese padre Thomas Rosica, sostenendo che fu Viganò a proporre l’incontro con Davis al Papa pur sapendo che avrebbe provocato ampio clamore e che il Vaticano lo approvò solo perché non fu debitamente informato sulle ripercussioni che avrebbe avuto.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)