Il tifone Jebi flagella il Giappone, Osaka in ginocchio

Le gigantesche onde provocate dal tifone nel porto di Aki, Kochi.
Le gigantesche onde provocate dal tifone nel porto di Aki, Kochi.(Ichiro Sakano/Kyodo News via AP)/Kyodo News via AP)

TOKYO. – Ancora devastazioni e sciagure in Giappone, provocate da nuove calamità naturali, a poco più di un mese dalle tragiche alluvioni nelle regioni centro-occidentali, e dal caldo torrido che ha flagellato l’intero arcipelago. Non accadeva da 25 anni che un tifone – soprannominato Jebi – venisse classificato ‘molto forte’, secondo l’Agenzia meteorologica nazionale, con ogni probabilità il più devastante dal 1993.

Ed è nuovamente la città di Osaka – la seconda metropoli dopo la capitale Tokyo, a patire i maggiori danni, con almeno 5 delle 7 vittime confermate, e gli oltre 200 feriti. Le immagini del disastro parlano chiaro: tetti di palazzi divelti, gru spezzate dalle scariche di aria, camion ribaltati come birilli sulle arterie stradali battute dal tornado. Dall’approdo nell’isola dello Shikoku, fino al passaggio nella regione del Kinki, il tifone Jebi ha mostrato da subito tutta la sua furia.

Le combinazioni esplosive delle piogge torrenziali, associate a raffiche di vento superiori ai 210 chilometri orari, hanno provocato l’allagamento dell’aeroporto del Kansai di Osaka – il terzo scalo del paese – costruito nel 1994 tramite un progetto futuristico su un’isola artificiale. Una petroliera di novanta metri con 11 persone a bordo ha urtato il ponte che collega l’aeroporto alla terraferma, compromettendo ulteriormente la sicurezza dell’aerostazione.

Almeno 3.000 persone sono rimaste bloccate nell’aeroporto, informa il ministero dei Trasporti, all’interno del quale sussistono problemi di fornitura elettrica e accesso limitato a internet. L’impeto del tifone aveva già costretto le principali compagnie aeree a cancellare più di 700 voli nella sola giornata di martedì; una decisione seguita dagli operatori ferroviari del versante centro occidentale, inclusi i servizi dei treni super veloci Shinkansen, oltre alla chiusura di diversi snodi autostradali.

Le forti precipitazioni associate ai venti hanno causato la temporanea interruzione dell’approvvigionamento di energia elettrica per 1,6 milioni di abitazioni nella regione del Kansai, e 95mila nell’isola dello Shikoku. Nessun rischio ha voluto prendere la casa auto Toyota, decidendo la cancellazione dei turni notturni per gli operai di 14 stabilimenti nelle prefetture di Aichi, Fukuoka e Miyagi.

Sigillati anche i centri commerciali nelle municipalità di Osaka e Kyoto, e cancelli serrati nelle principali attrazioni turistiche della regione: dal parco tematico dell’Universal Studios – solo per la seconda volta dal 2001 – e il castello di Nagoya. Regole sulla sicurezza che in un paese come il Giappone, abituato ai disastri naturali e preparato in modo maniacale a rispondere alle emergenze, cercano di non lasciare nulla al caso.

(di Alessandro Libri/ANSA)