Boccia frena gli industriali: “Le aperture fanno ben sperare”

Vista dell'assemblea generale di Confindustra, sul maxischermo l presidente Vincenzo Boccia durante la sua relazione.
L'Assemblea annuale di Confindustria (Ansa)

BOLOGNA. – Sembrava poter essere il momento giusto per rilanciare la sfida degli industriali verso un Governo che, proprio contro l’establishment economico, ha costruito un buon pezzo del proprio consenso. E’ stata invece l’occasione per un ‘cambio d’agenda’ nei rapporti con l’esecutivo, seguito all’intervista del vicepremier, Matteo Salvini, pubblicata in prima pagina dal Sole24Ore.

Ad annunciarlo, prima ancora di salire sul palco dell’Assemblea generale di Confindustria Emilia, è stato lo stesso Vincenzo Boccia parlando senza mezze misure di dichiarazioni che “fanno ben sperare al nostro mondo e che vanno verso una dimensione di grande responsabilità”. In questo spirito di rinnovata pax, ci finisce anche il Dl dignità, uno dei primi atti concreti del Governo che aveva alzato la tensione tra Viale dell’Astronomia e ministeri. Continua a non piacere, certo. Ma ormai “è passato, chiudiamo questa parentesi, inutile continuare a polemizzare”.

E dire che le premesse, erano molto diverse, se ancora in mattinata c’era chi chiedeva al padrone di casa, Alberto Vacchi, alla sua ultima assemblea da presidente in carica, cosa pensasse di una Confindustria che sembrava pronta a scendere in piazza, insieme ai sindacati, e contro il Governo.

Che i rapporti non fossero buoni, d’altra parte, l’ha ammesso lo stesso Boccia dal palco: “c’era un malessere – ha detto – anche legato alle dichiarazioni di alcuni esponenti della Camera dei deputati e dei partiti di maggioranza, forse ingenerose verso la categoria dell’industria italiana”. Ma anche in questo caso, le polemiche si fermano qui, basta guardare indietro “ora vogliamo guardare avanti”.

Quale sarebbe stata la reazione della platea degli industriali di Bologna, Modena e Ferrara, senza questo cambio di passo, non è dato saperlo. Di sicuro, non è sembrata ostile nei confronti del presidente nazionale, che ha ribadito nel suo discorso quello che poco prima aveva anticipato ai giornalisti. Nessun brusio si è alzato, né malesseri. E l’applauso è scattato quando, a proposito del tavolo sull’Ilva, Boccia ha detto che il trovare subito una soluzione “sarebbe un bel voltare pagina di un Governo del cambiamento delle soluzioni e non solo delle dichiarazioni”.

Detto di questa nuova, meno belligerante agenda, alcune delle criticità comunque restano. Da qui l’invito a “non appiattirsi sul presente, non indicare sempre le colpe degli altri, ma passare ad un’altra stagione che è quella di sentirsi addosso la responsabilità delle soluzioni. Perché chi si pensava di essere anti-sistema ieri, oggi è sistema ed è al Governo del Paese”; o ancora a non usare gli occhiali delle ideologie sul tema delle infrastrutture che sono “la precondizione per una società inclusiva.

Chi non vuole le infrastrutture ha l’idea di una società che esclude e che non include”; e, infine, a smetterla di parlare solo di pochi temi: “dobbiamo andare oltre. Perché in questo Paese non possiamo parlare solo di cose, legittime, come migranti e pensioni da mesi. Il nostro Paese ha bisogno di risolvere le sue complessità”. E una mano, Confindustria – pur ribadendo il suo essere ‘no partisan’ – è disposta a darla, fissando alcune tradizionali priorità per questo mondo: i pagamenti della pubblica amministrazione; l’incremento del fondo di garanzia per le imprese che sono in una fase di transizione; la riduzione dei tempi della giustizia.

(di Roberto Anselmi/ANSA)