Picchiati giovani migranti in doppio raid, sette arresti

Un fermo immagine tratto da un video dei carabinieri mostra l'operazione che ha portato all'arresto di sette persone
Un fermo immagine tratto da un video dei carabinieri mostra l'operazione che ha portato all'arresto di sette persone. ANSA/Carabinieri

PALERMO. – Per il doppio raid razzista, prima davanti la spiaggia Ciammarita a Trappeto (Pa) poi proseguito a Partinico (Pa), con botte, sprangate e pietrate, contro sei giovani gambiani, la notte dello scorso Ferragosto, il gip di Palermo ha ordinato ai carabinieri l’arresto di sette persone (tre ai domiciliari) tra cui due donne mentre un’altra è indagata.

Il gip Walter Turrisi nell’ordine di custodia scrive: “E’ ben possibile affermare la sussistenza negli aggressori – soggetti con raro livello di incultura – di un pregiudizio di ordine razziale, in forza del quale ai giovani extracomunitari, proprio in ragione del colore della pelle, non fosse consentito divertirsi al pari degli altri la notte di Ferragosto”.

La vicenda, ricostruita dalle indagini dei carabinieri, comincia nella spiaggia al lido ‘Pam pam’ dove sei giovani ospiti della comunità “Mediterraneo” di Partinico vogliono trascorrere la notte del 15 agosto tra canti balli e divertimento. L’educatrice Maria Lo Castro li lascia lì. Tutto va per il meglio fino a dopo la mezzanotte quando un giovane partinicese rivolto ai migranti pone una domanda di maniera: “Tutto a posto?”.

Poi sempre un ragazzo italiano dice al gruppo: “Che c… ridete, voi venite qui nel nostro territorio, perché non tornate in Africa?”. Gli italiani poi si avvicinano ai migranti e un uomo sferra un pugno nel viso a uno dei giovani ospiti della comunità. Si scatena la rissa in cui sono volati spintoni, schiaffi e pugni.

“Uno dei ragazzi, uno di quelli sempre molto sereni, mi ha chiamato al cellulare all’una di notte di Ferragosto. Mi ha chiesto di venire presto e riportarli a Partinico. Mi sembrava molto agitato. Durante il tragitto mi hanno richiamato di nuovo”, testimonierà dopo la notte di terrore l’educatrice agli investigatori. I giovani africani salgono sull’auto ma vengono accerchiati.

Qualcuno tenta di aprire lo sportello del veicolo Fiat Scudo con i ragazzi della comunità senza riuscirvi. Partono calci e pugni contro la vettura e insulti tipo “Neri di m… dovete morire entro stasera vi ammazziamo tutti, falli scendere che li porti in comunità tutti morti”. La donna riesce a partire. “Siamo andati via – racconta – ma siamo stati inseguiti da quattro auto che hanno cercato di bloccarci sulla statale speronandoci più volte”.

Un viaggio di ritorno da incubo. Con la donna e i migranti terrorizzati come si evince dalle loro testimonianze. All’incrocio tra via Zito e via Maggiore Guida, a Partinico, la vettura dei migranti viene bloccata da tre auto. Scendono una decina di persone che riescono a far scendere le vittime e cominciano a picchiarle selvaggiamente. Botte, da parte di una donna, anche all’operatrice del centro che medicata sarà dimessa con una prognosi di 15 giorni. Anche i migranti finiscono in ospedale.

La mattina si recano tutti dai carabinieri per sporgere denuncia. Le indagini non sono finite. Grazie ad alcune testimonianze e soprattutto alle riprese di una videocamera di sicurezza l’inchiesta sul raid razzista a Partinico non è finita.