Coraggio, non temete!

"Il Cristo e l'abate Mena", detta anche "Icona dell'amicizia", due santi in stile bizantino.
"Il Cristo e l'abate Mena", detta anche "Icona dell'amicizia", icona copta del VII secolo, Parigi, Museo del Louvre"

Questa Domenica veniamo raggiunti dalle parole del profeta Isaia:

«Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”.

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua» (Isaia 35,4-7a).

Immagino siano tanti gli smarriti di cuore a cui oggi siamo mandati ad annunciare la salvezza! Immagino che qualche volta anche noi siamo un po’ smarriti e forse ci fermiamo in attesa di un segno, di una Parola che ci permetta di riprendere il cammino.

Come ci trova questa Parola tratta dal libro del profeta Isaia?

In questo momento siamo tra gli smarriti, o siamo tra quelli che annunciano la salvezza?

In entrambi i casi, l’annuncio risuona: nelle orecchie degli smarriti o sulla bocca di chi si fa portatore dell’annuncio. È il Signore che viene a visitarci e a ricordarci che gli apparteniamo e che è sua volontà difenderci e salvarci. È il Signore che sta invitando ciascuno di noi a riconoscere già in atto questa salvezza: c’è tanto bene nella nostra vita e nel mondo. Forse è un bene che rimane un po’ in ombra, sembra non far notizia, ma è un bene fortissimo quello che si trasmette di persona in persona.

Proviamo a considerare le piccole attenzioni che riceviamo da chi ci vuole bene o quelle che abbiamo nei confronti delle persone che amiamo. La dedizione di un padre e di una madre verso i figli; un marito e una moglie che si amano, si accolgono e affrontano la vita fondando ogni loro scelta su questo amore; le tante persone che pensano più al bene degli altri che al proprio, uomini e donne capaci di offrire i loro talenti per il bene della comunità civile o religiosa di cui fanno parte; le persone che svolgono con onestà e passione il loro lavoro anche se è molto umile e nascosto,… Sono tutti segni, bei segni, della presenza del Signore!

Sono segni che ci fanno ritrovare la strada da seguire e la forza per essere costanti nel cammino.

Anche noi siamo segno, ogni volta che rispondiamo alla chiamata del Signore e ci mettiamo con impegno a compiere il bene!

«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio,… Egli viene a salvarvi» (Is 35,4).

Leggendo il Vangelo vediamo compiersi la speranza annunciata dal profeta Isaia.

Noi che abbiamo conosciuto Gesù, noi che siamo uniti a Lui dal giorno del Battesimo, noi che abbiamo cominciato a seguirlo, sappiamo che è Lui che ci salva. Nella guarigione del sordomuto (Mc 7,31-37) possiamo riconoscere la nostra guarigione: liberandoci dal peccato, il Signore ci ha resi capaci di ascoltare la Sua Parola e di proclamare la Sua opera di salvezza. Allora anche noi con la folla possiamo dire:

«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (Mc 7,37).

Oggi ci è stata consegnata questa Parola di speranza!

Ascoltiamola e riprendiamo forza!

Ascoltiamola e sentiamo crescere in noi il desiderio di compiere il bene!

Ascoltiamola e preghiamo perché il Signore ci renda attenti a riconoscere la Sua Presenza viva nel mondo per poter dire con Isaia:

«Coraggio, non temete!».

don Gian Luca

gioiaepace.blogspot.com