Attentato a Bolsonaro sconvolge la campagna elettorale in Brasile

Il momento in cui Jair Bolsonaro viene colpito con una pugnalata.
Il momento in cui Jair Bolsonaro viene colpito con una pugnalata. EPA/RAYSA LEITE

SAN PAOLO. – L’attentato contro Jair Bolsonaro, il candidato in testa ai sondaggi per le elezioni presidenziali del prossimo 7 ottobre, ha sconvolto la campagna elettorale in Brasile, dove i rivali di Bolsonaro e gli analisti si chiedono ora quale sarà l’impatto politico dell’aggressione contro il dirigente di estrema destra.

Mentre Bolsonaro – accoltellato ieri a Minas Gerais mentre era festeggiato dai suoi simpatizzanti per le strade di Juiz de Fora – veniva trasferito a San Paolo dove dovrà rimanere ricoverato almeno una decina di giorni, i suoi principali rivali nella corsa alla presidenza hanno sospeso  gli appuntamenti delle loro rispettive campagne elettorali, e riunito i loro consiglieri per valutare la situazione.

Gli analisti della stampa locale coincidono nel valutare che l’attentato subito da Bolsonaro potrebbe rafforzare la sua candidatura, ma soprattutto obbligherà alcuni dei suoi rivali a rivedere la loro strategia politica, finora concentrata nella critica al popolarissimo leader dell’estrema destra. Tanto Marina Silva (ambientalista) come Geraldo Alckmin (centrodestra), per esempio, negli ultimi giorni avevano attaccato duramente Bolsonaro per le sue dichiarazioni misogine: la prima per posizionarsi come una candidata diametralmente opposta, e il secondo per presentarsi come un conservatore senza opinioni estremiste.

A nessuno è sfuggita inoltre la reazione dei mercati dopo l’aggressione contro Bolsonaro: l’indice Bovespa della Borsa di San Paolo ha registrato un aumento del 1,76%, mentre il dollaro ha fermato il suo aumento sul real, che andava avanti da giorni. Due segnali, dicono gli analisti, che un rafforzamento dell’appoggio a Bolsonaro è giudicato positivo dagli operatori.

Nell’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto, il primo diffuso dopo la bocciatura della candidatura di Lula da Silva, Bolsonaro era in testa con il 22% dei voti, seguito da Silva e Ciro Gomes (centrosinistra), in pareggio con il 12%, Alckmin con il 9%, e Fernando Haddad, il candidato alla vicepresidenza del Partito dei Lavoratori (Pt) che dovrebbe prendere il posto di Lula, con il 6%. L’attentato contro Bolsonaro pone a Haddad in una posizione molto vulnerabile.

Il Pt non ha ancora ufficializzato la sua candidatura – malgrado la Giustizia continui a respingere i ricorsi per tentare di salvare quella di Lula – e l’attacco al dirigente di estrema destra pone ora Bolsonaro nella posizione della vittima del momento, compromettendo così la narrativa finora promossa dal suo partito.

La vera incognita rimane però se l’impatto dell’attentato di Juiz de Fora ridurrà in modo significativo il rigetto elettorale di Bolsonaro, finora il più alto fra i candidati alla presidenza. E’ in base a questo dato, infatti, che i suoi rivali scommettono su una vittoria sicura al ballottaggio, in una ripetizione dell'”effetto Le Pen” nelle ultime presidenziali in Francia.

Nel frattempo, le elezioni di ottobre si confermano le più atipiche e imprevedibili della storia recente del Brasile, con il primo candidato favorito dai sondaggi escluso dalla gara per una discussa condanna penale e il secondo allontanato dalla campagna elettorale da una coltellata all’addome.

(di Javier Fernandez/ANSA)