Tria rassicura l’Ue: “Impegni in giusta direzione”

Primo piano del ministro dell'Economia, Giovanni Tria.
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

VIENNA.- Il dialogo con l’Europa sui conti pubblici riparte dopo la pausa estiva e aiuta a dissipare i dubbi che nei mesi scorsi si erano addensati sulle intenzioni dell’Italia. Le minacce di sforare il 3% di deficit avevano fatto alzare il livello d’allerta della Commissione europea, che non voleva intervenire su quelle che considera perlopiù provocazioni, ma allo stesso tempo cominciava a temere di dover affrontare un bilancio italiano in aperta sfida delle regole Ue.

Invece, se già i toni più miti delle ultime dichiarazioni dei due vicepremier avevano rassicurato Bruxelles, gli incontri a Vienna del ministro Giovanni Tria con i guardiani europei dei conti, Dombrovskis e Moscovici, fanno fare un passo avanti anche al negoziato sullo spazio di bilancio che l’Italia rivendica per le sue politiche.

Il ministro Tria “mi ha assicurato che il bilancio prevede un miglioramento del saldo strutturale e mette il debito su una traiettoria discendente, impegni che vanno nella giusta direzione”, ha detto Dombrovskis, soddisfatto dell’incontro “molto buono”. Non si è parlato di cifre, quindi non c’è ancora un impegno sullo ‘zerovirgola’ di correzione strutturale.

Dopo il bilaterale con il ministro, Moscovici spiega che si sta lavorando proprio a quello. Segno che le richieste scritte nero su bianco dalla Ue nelle raccomandazioni (0,3% nel 2018 e 0,6% nel 2019) non sono incise nella pietra, e saranno riviste anche alla luce dei nuovi dati che l’Istat pubblicherà il 21 settembre. Dopo gli incontri “costruttivi” di Vienna, il Mef parla di “linea condivisa” con l’Ue sulle misure per la crescita, “nel rispetto delle regole”.

Un commento che ribadisce la linea di cautela scelta da Tria fin dall’inizio e che già nei primi appuntamenti in Europa a giugno e luglio aveva convinto Bruxelles. A spaventare erano invece state quelle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo che avevano innescato il rialzo degli spread.

La Commissione aveva scelto di non intervenire, per non alimentare un dibattito che, temeva, avrebbe potuto degenerare e creare danni maggiori. Ma da qualche giorno il clima è cambiato: “è di dominio pubblico che diversi membri del Governo italiano si sono impegnati” a rispettare le regole europee, e “siamo fiduciosi che Tria farà esattamente quello che ha promesso pubblicamente”, ha detto il presidente dell’ Eurogruppo Mario Centeno.

Moscovici lancia un messaggio più duro, rispondendo indirettamente alle minacce delle scorse settimane: “voglio credere che realismo e pragmatismo si affermeranno” nel bilancio italiano, perché se vuoi investire in Italia ci vuole meno debito e più capacità d’investimento, per questo continuo a chiedere finanze pubbliche serie. Sono contro l’austerità ma austerità è una cosa, mancanza di serietà un’altra”.

Tria, per il momento, è riuscito a far rientrare i timori. I commissari, in generale, condividono la sua analisi economica e ne apprezzano i toni pacati. E per questo non esitano a fare aperture: in pratica, è il messaggio di Bruxelles, se l’Italia assicurerà un piccolo sforzo strutturale le verrà concessa nuova flessibilità, proprio come ha fatto con il Governo precedente.

Visto che le clausole su riforme e investimenti sono esaurite, una possibilità sarebbe, ad esempio, scomputare dal deficit le spese collegate alla tragedia del ponte Morandi, che verrebbe considerato un evento eccezionale al pari del terremoto del Centro Italia. All’epoca, Bruxelles consentì al Governo Renzi di scomputare dal deficit il piano Casa Italia. Non è escluso che faccia lo stesso con il piano di messa in sicurezza delle infrastrutture del Governo gialloverde.

(dell’inviata Chiara De Felice/ANSA)