Arriva l’uragano Florence, l’America si prepara al peggio

Americani su una spiaggia del North Carolina fotografano l'arrivo di Florence
Americani su una spiaggia del North Carolina fotografano l'arrivo di Florence. EPA/JIM LO SCALZO

WASHINGTON. – Come un colpo potente di Mike Tyson. L’immagine è presa in prestito dalla boxe: la Fema (la protezione civile Usa) descrive così l’intensità e la furia con cui Florence si appresta a colpire la costa est degli Stati Uniti. L’uragano viaggia veloce e minaccia in particolare Nord e Sud Carolina, ma l’attenzione è altissima lungo tutto il versante Atlantico e le indicazioni delle autorità sono categoriche: “Lasciare le aree a rischio, adesso”.

La perturbazione ‘monstre’ ha innescato una mobilitazione con pochi precedenti, a partire dall’evacuazione di massa ordinata per circa due milioni di persone fra Sud Carolina, Nord Carolina e Virginia. Chiusi i parchi, evacuate le prigioni. Nelle ultime ore il percorso dell’uragano ha virato verso sud e la previsione è che toccherà il suolo in categoria 4 fra giovedì sera e venerdì.

Il rischio principale: “inondazioni catastrofiche”, che rimandano a drammi già vissuti come Kathrina nel 2005, ma anche Hugo nel 1989 e Maria lo scorso anno a Porto Rico per il quale ancora si contano le vittime. Dopo un balletto di cifre durato mesi un recente rapporto ha stabilito che sono stati quasi 3.000 i morti della distruzione e delle sue conseguenze che hanno paralizzato per mesi l’isola caraibica territorio Usa.

Una vicenda non senza polemiche i cui strascichi arrivano alla vigilia dell’arrivo di Florence: non è infatti passato inosservato il commento del presidente Donald Trump delle scorse ore secondo cui la risposta a Porto Rico “è stato un incredibile successo non celebrato”, suscitando perplessità fra media e osservatori.

Trump su Florence è intervenuto a più riprese, di persona e via Twitter, con le avvertenze del caso “prendete ogni precauzione, seguite le indicazioni delle autorità”. “Sembra che l’uragano Florence sia più grande di quanto anticipato. Arriverà presto. Fema, i soccorsi e le forze dell’ordine sono equipaggiate e pronte. Siete al sicuro!”. Ma anche rassicurazioni e senza mezzi termini: “La sicurezza degli americani è la mia priorità assoluta. Non stiamo badando a spese. Siamo totalmente preparati. Siamo pronti”.

Anche dalla Fema si assicura di avere a disposizione tutte le risorse necessarie per reagire al disastro naturale. C’è però chi non ci sta: il senatore democratico Jeff Merley ha diffuso tramite la Cnn un documento che rivela il trasferimento di circa 10 milioni di dollari dall’agenzia federale per le emergenze (Fema) a quella per l’immigrazione (Ice), accusando l’amministrazione Trump di dirottare fondi per i soccorsi contro le calamità naturali proprio mentre il minaccioso Florence apre la stagione degli uragani.

Il documento conferma che i soldi saranno spesi per i centri di detenzione dell’Ice. Il dipartimento per la sicurezza interna ha tuttavia precisato che i fondi dirottati arrivano da un altro capitolo di spesa (viaggi, addestramento, impegno pubblico e investimenti in tecnologia informatica) e non da quello per gli aiuti legati ai disastri naturali.