Reddito di cittadinanza: con dieci miliardi 374 euro a famiglia

Reddito di cittadinanza, un cartellone elettorale del M5s.
Stima Svimez sui beneficiari nel Mezzogiorno supera le risorse stanziate.

ROMA. – Se nella prossima legge di bilancio saranno stanziati 10 miliardi per l’avvio del reddito di cittadinanza con il potenziamento dei centri per l’impiego e un sostegno economico per tutte le famiglie al di sotto della soglia di povertà assoluta, l’assegno potrebbe valere in media circa 374 euro in famiglia. Se infatti 2 miliardi dovessero essere destinati all’efficientamento dei centri per l’impiego, essenziale perché la misura non sia meramente assistenziale, resterebbero 8 miliardi da utilizzare per il beneficio economico da erogare alle famiglie in difficoltà.

Dato che le famiglie sotto la soglia della povertà assoluta in Italia sono 1.778.000 (per oltre 5 milioni di persone) per ogni nucleo ci sarebbero in media 4.499 euro l’anno (374 euro al mese). La media è naturalmente ‘del pollo’, dato che bisogna distinguere tra le famiglie con una sola persona che avranno chiaramente un beneficio più basso e quelle con più componenti, ma soprattutto guardare la distanza tra il reddito familiare e la soglia di povertà dato che è intenzione del Governo colmare questo gap.

Non è chiaro comunque come questo beneficio debba essere erogato e sulla base di quali criteri. Tra le famiglie povere ci sono anche quelle con capofamiglia anziano e quindi senza possibilità di attivazione nella ricerca di un lavoro come sembra nell’intenzione del Governo. Non è chiaro se ci saranno altri criteri oltre a quello di essere sotto la soglia di povertà (che cambia non solo sulla base dei componenti della famiglia ma anche del luogo dove si vive) e quale potrebbe essere la durata del beneficio stesso (il Rei è erogato per 18 mesi).

Se si dovesse puntare invece a raggiungere i 780 euro al mese per una persona singola e 1.638 per una famiglia di quattro persone come ipotizzato nella prima proposta di legge del Movimento Cinque stelle bisognerà, per non superare la spesa di 10 miliardi, restringere il campo di azione con altri criteri (come accaduto in prima battuta con il Rei). Per raggiungere tutti raggiungendo le cifre proposte, infatti, secondo calcoli Inps sarebbero necessari 35-38 miliardi.

Le soglie di povertà assoluta dipendono dalla composizione del nucleo, l’età e il luogo di residenza e variano tra 497 euro per un anziano over 75 che vive solo in un piccolo comune del Sud a 2.010 euro per una famiglia di 5 componenti che vive al centro di un un’area metropolitana del Nord. Per una famiglia con 2 figli adolescenti che vive in periferia di un’area metropolitana la soglia di povertà è 1.571 euro.

“Al momento ci sono dichiarazioni molto diverse da parte degli esponenti del Governo – dice l’ex ministro del Lavoro e ideatore del Sia, sostegno per l’inclusione attiva, Enrico Giovannini – il tema non è solo il beneficio monetario. Ci sono investimenti in strutture, centri per l’impiego, la dimensione è pluriennale. Io spero solo che non si cancelli il lavoro serio avviato con il Sia e poi con il REi perché comincia a funzionare. Sarebbe un errore cominciare da capo. Ci vorrebbe un casellario dell’assistenza che consenta di vedere per ognuno quante risorse sono state trasferite perché non c’è solo un ente erogatore, ci sono anche le regioni e i comuni”.