Pd, Martina suona la carica: “Battaglia dentro e fuori le Camere”

Pd in piazza. Martina di spalle arringa la folla.
Pd in piazza. Martina di spalle arringa la folla.

ROMA. – La battaglia della Camera contro il decreto Milleproroghe sembra aver svegliato il Pd e il segretario Maurizio Martina prova a suonare la carica “in Parlamento e nel Paese”. Matteo Renzi annuncia che sarà il 30 settembre alla manifestazione contro il governo promossa dal partito, riassicura di non voler rimandare il congresso, ma non partecipa all’assemblea dei senatori Dem a Palazzo Madama con Martina. L’ex premier vede rinviato il meeting dei suoi a Salsomaggiore (Parma), previsto il 20 e 21 settembre e che slitta al 9 e 10 novembre. Ufficialmente per “motivi organizzativi”.

“Dare battaglia nelle aule parlamentari, al Senato come ieri alla Camera, e costruire dall’opposizione l’alternativa” è la strada indicata dal segretario Pd, che alla riunione dei senatori ascolta le proposte per un’opposizione “rigorosa”. Il capogruppo Andrea Marcucci promette che si useranno “tutti gli strumenti”, compreso l’ostruzionismo. Una tattica che si fa filtrare essere ispirata da Renzi in persona.

Alla Camera ha preso forma con un gran numero di interventi e l’occupazione dell’Aula. A giorni il decreto Milleproroghe sarà al Senato. “Gliela faremo sudare” promette il senatore Franco Mirabelli. La maggioranza del gruppo Pd a Palazzo Madama sembra pronta a ripetere la guerriglia dei colleghi di Montecitorio, ma Luigi Zanda ammonisce a non assomigliare troppo agli M5S.

E in un articolo chiede che il prossimo segretario Pd sia dialogante. “I cerchi magici vanno bene per Lega-M5S”, sferza l’ex capogruppo. “Renzi è un pezzo di storia, non il futuro” per l’ex ministro Carlo Calenda, iscritto Pd post elezioni.

Renzi all’assemblea del Senato non si presenta: un’assenza che sarebbe motivata anche dalla larga condivisione del comportamento da tenere nei confronti del provvedimento del governo e che comunque dall’entourage di Martina non viene letto come “sgarbo” o “polemica”.

L’attenzione é tutta sull’azione parlamentare e la manifestazione del 30. Alla quale ci si avvicina con un’apparente maggiore unità del Pd, visto che Renzi batte soprattutto sul “governo dei cialtroni” Matteo Salvini e Luigi Di Maio e dice “basta con l’autoanalisi e la rassegnazione”. Il suo rivale di fatto Nicola Zingaretti, unico candidato finora alla segreteria, il 13 e 14 ottobre terrà a Roma la sua “Piazza Grande” della nuova politica.

(di Luca Laviola/ANSA)