Festival di filosofia: Pinocchio e l’emergenza verità

La piazza di Modena in cui si tiene il Festival di Filosofia.
La piazza di Modena in cui si tiene il Festival di Filosofia.

MODENA. – E’ Pinocchio, il burattino di Collodi cui cresce il naso quando dice bugie come il suo solito e di cui domenica parlerà la professoressa Daniela Marcheschi, il simbolo di questa diciottesima edizione del Festival Filosofia dedicato alla Verità, a dimostrare quanto il discorso su di essa sia inevitabilmente legato al suo contrario, al falso.

La manifestazione si è aperta oggi e si svolge per tre giorni a Modena, Carpi e Sassuolo, che si dividono il ricco cartellone di incontri, lezioni magistrali, mostre, spettacoli. Naturalmente al centro di moltissimi interventi finisce per esserci il mondo del web con i social e le fake news, ma non solo per mettere in guardia sulla confusione che in rete spesso si genera tra verità, magari comprovate dalla scienza, e affermazioni prive di fondamento (e naturalmente un docente di Medicina rigenerativa e autorità sulle terapie genetiche come Michele De Luca si è dilungato sul problema dei vaccini).

Franca D’Agostini, docente di filosofia al Politecnico di Torino ha quindi parlato di “emergenza verità” a proposito dei nostri giorni, che hanno trasformato il nichilismo di un tempo in un fatto tecnologico grazie ai big data e l’esplosione dei social, ma aggiungendo che questa è una situazione favorevole per chi si interessa appunto di verità, tema su cui ha pubblicato più saggi cercandone una moderna definizione, dal momento che si prende coscienza di come rappresenti un problema e quindi sia protagonista di nuova attenzione.

Il problema della verità si scopre subito è assai più complicato di quel che sembra, ma in questi giorni al festival verrà affrontato in tutti i suoi anche contraddittori aspetti perché, come scriveva Albert Camus, “la verità non è una virtù, ma una passione”, avendo coscienza che è anche molteplice e basta cambiare cultura o religione per trovarne di diverse sullo stesso punto, come aveva ben capito Montaigne che avvertiva: “La verità è quella limitata da queste montagne, e per la gente che sta dall’altra parte è menzogna”.

Allora il tema affascinante di grande attualità non sarà solo sviscerato dalle tante lezioni magistrali che vedranno impegnate anche star del grande pubblico come Umberto Galimberti, Massimo Cacciari, Remo Bodei o Massimo Recalcati con tanti colleghi più giovani e molti studiosi stranieri da Augé a Nancy, ma per esempio in alcune mostre di curiose e di qualità.

Si va da quella al Palazzo Ducale di Sassuolo sulla percezione delle prospettive e i tromp l’oeil a ‘Il viaggiatore mentale’ con installazioni alla Galleria Civica di Modena di Jon Rafman che indaga sulla realtà e la sua simulazione con strumenti anche multimediali, e tante altre, sino a ‘Vero o falso’ dedicato al mondo delle figurine sotto la lente della scienza, che svela falsi miti o dà conferme di tante immagini storiche presenti nella collezione del Museo della Figurina.

E poi spettacoli, con Amanda Sandrelli impegnata in una serata musicale su Pinocchio, o Neri Marcorè e Davide Riondino che giocano su ‘Chi ha incastrato la verità?’, solo per fare due esempi, cui aggiungiamo il bravo disegnatore Makkox che racconta e si esibisce in Piazza Grande con i suoi satirici disvelamenti della verità che ci circonda.

(di Paolo Petroni/ANSA)