L’asse Salvini e Orban: “Governeremo insieme l’Europa”

Primo piano di Viktor Orban e Matteo Salvini sorridenti
Viktor Orban e Matteo Salvini.

VIENNA. – Governare l’Europa assieme a Viktor Orban. E’ l’obiettivo a breve termine dichiarato del responsabile del Viminale Matteo Salvini che, a Vienna, in occasione del vertice dei ministri dell’Interno europei, apre nuovi fronti sulla questione migranti e provoca la rabbia e il disappunto del ministro degli Esteri e dell’immigrazione del Lussemburgo. Il nuovo percorso è segnato anche dal nuovo asse Italia-Austria, da una missione con il commissario europeo Avramopoulos in Africa e una serie di condizioni ben precise per l’accordo con la Germania.

Dopo l’incontro con il vicecancelliere austriaco, Heinz Christian Strache, il vicepremier leghista è tornato a parlare dell’ipotesi di sanzioni Ue contro il primo ministro ungherese, alzando il tiro: “quelle sanzioni sono un atto politico, una follia di quell’Europa di sinistra che non si rassegna al cambiamento e sono convinto che tra qualche mese ci troveremo a governare l’Europa in compagnia di Viktor Orban”.

Che poco prima, parlando alla radio pubblica ungherese delle prossime elezioni europee, aveva tuonato: “I giorni di questo Parlamento e della Commissione sono ormai contati. Spero che nel Parlamento eletto in futuro non ci sia una maggioranza pro-migranti”.

Solo qualche ora prima, a surriscaldare l’atmosfera del vertice di Vienna era stato il diverbio, con imprecazione finale, tra il ministro italiano e il suo collega lussemburghese, Jean Asselborn. Alla frase pronunciata da Salvini, “non abbiamo l’esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più”, il collega lussemburghese è sbottato: “In Lussemburgo, caro signore, avevamo decine di migliaia di italiani che sono venuti da migranti, che hanno lavorato in Lussemburgo affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli. Merde alors!”, una sorta di “e che diamine!”.

“Io non l’ho interrotta, la buona educazione prevede di far finire un intervento”, ha replicato Salvini, che poi ha definito il collega volgare e, via Twitter, ha aggiunto: “Ma in Lussemburgo, paradiso fiscale che non può dare lezioni all’Italia, non hanno nessuno di più normale che faccia il Ministro???”.

Aldilà delle polemiche e degli scontri verbali, Salvini ha anche spiegato i contorni dell’accordo con la Germania e ribadito di non averlo ancora firmato. La condizione sine qua non del patto, è l’aiuto della Germania a sostenere “il cambio delle regole della missione Sophia, che per colpa del Governo Renzi ha sbarcato in Italia 45mila persone”.

Precedentemente la portavoce del ministro tedesco Horst Seehofer aveva spiegato che l’accordo politico fra Roma e Berlino sul respingimento dei migranti Eurodac prevede un meccanismo di conguaglio, per cui per ogni migrante che aveva richiesto asilo già in Italia per poi spostarsi in Germania, viene respinto per tornare in Italia. E la Germania, dal canto suo, si impegna ad accogliere un migrante salvato dal mare.

“È un gioco a somma zero – ha detto la portavoce tedesca – ma è un accordo comunque importante e valido fino a novembre. Da non sottovalutare perché riguarda il controllo della migrazione secondaria”. L’accordo riguarderebbe circa 200 migranti.

Lo stesso capo dello Stato, Sergio Mattarella, dopo un colloquio con il presidente Frank-Walter Steinmeier svoltosi a Riga, ha sottolineato la “piena collaborazione” tra Italia e Germania e “convergenza sulla opportunità di orientare le politiche della Ue verso la ripresa economica, l’occupazione, i giovani”. I due presidenti hanno anche sottolineato che “la creazione di comuni regole Ue, anche sull’immigrazione, sia vantaggioso per l’Italia e la Germania”.

In cantiere però, ha fatto sapere Salvini, ci sono anche altri progetti: “Abbiamo concordato col commissario europeo Dimitris Avramopoulos missioni congiunte nei Paesi africani di partenza dei migranti per fare capire che l’Italia e l’Ue non hanno intenzione di permettere altri arrivi, come ad esempio i 57mila nigeriani degli ultimi due anni e mezzo”.

Nel frattempo il titolare del Viminale continua a consolidare il rapporto con il collega austriaco Herbert Kickl. L’ipotesi di “un’identificazione sulle navi, una volta soccorsi i migranti a bordo dei barconi” è condivisa dai due e Kickl si dice ottimista sulla possibilità che in futuro le domande di asilo possano essere effettuate solo fuori dal territorio europeo. Secondo l’ipotesi, infatti, i migranti verrebbero riaccompagnati direttamente nei paesi di origine laddove ci sono accordi con questi ultimi.

(dell’inviato Lorenzo Attianese/ANSA)