Moda: estate di plexiglass in pantaloncini da ciclista

Moda, tendenze estate 2019, ci vestiremo di plexiglass e in pantaloncini ciclista
Moda, tendenze estate 2019, ci vestiremo di plexiglass e in pantaloncini ciclista

MILANO. – Chi ha vissuto gli anni ’80 li ricorda bene, perché alla fine del decennio non c’era nessuno che non ne avesse almeno un paio nell’armadio. Comodi erano comodi, belli magari no, ma oggi come allora sono di moda e, stando a questo giro di passerelle milanesi, lo saranno ancora di più la prossima estate. Sono i pantaloncini da ciclista, volgarmente detti ‘ciclisti’, in gergo modaiolo ‘biker pants’.

In questo giro di sfilate si sono visti un po’ dappertutto, insieme alla T-shirt e sotto l’abito, con i tacchi o con le sneakers. In versione sportiva (Sportmax) o elegante (Cavalli, Ferragamo, Fendi). E la prossima estate saranno in molti a essere tentati da questa variante assassina (per le gambe) dei leggings. Per i meno coraggiosi, la variante bermuda, in versione elegante, con la giacca (Prada, Emporio Armani).

Ricapitolando quanto visto in una manciata di giorni di sfilate, i ciclisti sono la tendenza più forte, ma va parecchio anche il plexiglass, dagli accessori, con i sandali che sembrano spogliare il piede (N21) alle borse ‘vedo tutto’ (Anteprima) fino alle cinture alte come obi, agli abiti con corsetti in lucida plastica (Armani) o pieni di dettagli lucenti. Andrà anche il monospalla, in versione camicia o abito (Max Mara, Marni).

Tra le fantasie, oltre ai fiori, pare imporsi il tie and dye di impronta psichedelica, ma in versione bon ton. Giocano con i fiori Versace, Dolce e Gabbana e Msgm, scelgono il tie and dye Prada, Msgm, Cristiano Burani. Sarà l’estate, ma trionfano i colori, dai toni squillanti di Elisabetta Franchi alla tavolozza tenue e cangiante di Giorgio Armani, dal total green di Antonio Marras ai pastello di Alberta Ferretti, dai ricordi di spezie di Agnona al technicolor di Vivetta.

E le trasparenze, tante trasparenze, spesso più tecniche che sensuali, con materiali come l’organza usati per soprabiti (Sportmax) e pantaloni fluidi (Armani). L’active wear non è morto, ma più che una tendenza è una contaminazione del guardaroba con tasconi e cinture (Ferretti, Blumarine e Fendi). In generale, comunque, meno felpe e sneakers, molti più abiti e tacchi, tra voglia di leggerezza e di eleganza.

E di evasione, con il viaggio in posti lontani come costante, da Philosophy (ovunque, purché ci sia calma) a Etro (il Pacifico), da Cividini (‘la mia Africa’) a Erika Cavallini (a Cadaques sulle orme di Dalì), da Cavalli (Nord Africa) a Fay (un’isola del mare del Nord).

E’ di moda – per fortuna – anche la sostenibilità, ed ecco collezioni in tessuti riciclati, prodotti da scarti marini (Tiziano Guardini), o tessuti da artigiane locali e dipinti con tinte naturali (Stella Jean). E’ fatto in sacchi di yuta che solitamente contengono il caffè l’abito di Gilberto Calzolari, che ieri ha vinto il premio intitolato a Franca Sozzani come miglior giovane stilista sostenibile ai Green Carpet Fashion Awards.

(di Gioia Giudici/ANSA)