Pubblicità on line, nel 2019 il web supererà la Tv

Nel 2019 il web supererà la Tv in pubblicità
Nel 2019 il web supererà la Tv in pubblicità

MILANO. – La corsa continua, ma la rincorsa è finita. Nel 2019, per la prima volta in Italia si spederà più per la pubblicità su internet che per quella in Tv: entrambe saranno in crescita, ma la prima salirà del 10,3% toccando i 3,286 miliardi di euro, mentre la seconda aumenterà dell’1,9% arrivando a 3,228 miliardi di euro. Nel 2013, gli spot sullo schermo costarono quasi il doppio di quelli sul web: 3 miliardi contro 1,7 miliardi.

La fotografia del settore ‘media e intrattenimento’ e le previsioni al 2022 sono contenute in un rapporto della Pwc. La diagnosi è rassicurante: il comparto è uscito dalla crisi ed è destinato a crescere, con ricavi che passeranno da 32,8 miliardi del 2017 a 41 nel 2022. Con qualche sorpresa.

Per esempio, i libri resisteranno: nel 2017, per comprarli gli italiani hanno speso 2,13 miliardi di euro, mentre la stima per il 2022 è di 2,16 miliardi. Più cupe le previsioni per i giornali tradizionali: la raccolta pubblicitaria passerà dai 638 milioni del 2017 ai 513 del 2022.

In qualche modo, la carta resisterà, ma a crescere di più saranno i ‘media’ che possono sfruttare le nuove tecnologie. Per esempio, fra i settori previsti in sostanzioso rialzo c’è quello degli audio, cioè musica, radio e podcast: la spesa dei clienti, che nel 2017 è stata di 809 milioni, nel 2022 sarà di oltre un miliardo, mentre i ricavi dalla pubblicità sui ‘video’ guardati sul cellulare aumenteranno dai 228 milioni del 2017 a 1,1 miliardi nel 2022.

Insomma, le persone si informeranno sempre più mentre sono in movimento, sul tram come per strada, con l’accoppiata smartphone più cuffiette. Tv e internet resteranno comunque le regine dei ricavi, incidendo per il 69,5% del mercato nel 2022, con la tv che attirerà ancora il 35% delle pubblicità. Il settore da cui si attendono sorprese è quello dell’e-sport: nel 2017 il fatturato è stato di 2,9 milioni, che potrebbero arrivare a 10 milioni nel 2022, con una crescita del 42% nel 2018.

(di Giampaolo Grassi/ANSA)