I novant’anni di Morricone: “Sono un compositore come gli altri”

Ennio Morricone con la statuetta dell'Oscar.
Ennio Morricone con la statuetta dell'Oscar.

ROMA. – “Sono molto imbarazzato e commosso per questi festeggiamenti. Se continuo a parlare mi metto a piangere. Sono un compositore come tanti altri, qualcosa mi è andata bene e qualcosa meno bene. Ho fatto di tutto per fare bene, qualche volta il regista non era contento. Raramente, per fortuna, non lo erano. Ce ne sono stati solo due, un americano e un italiano”.

Ennio Morricone, 90 anni il prossimo 10 novembre, sembra stupito di trovarsi al centro di tanta attenzione per i festeggiamenti anticipati del suo compleanno particolare organizzati dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Per rendergli omaggio, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assisterà al concerto in programma alle 20:30 nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, durante il quale il maestro premio Oscar dirigerà l’orchestra e il coro dell’Accademia in alcuni suoi brani e in due celebri colonne sonore, La leggenda del pianista sull’oceano e Mission.

“Questo mio lavoro in genere è nascosto. Il lavoro del compositore esiste solo se qualcuno suona le sue musiche e le ascolta”, ha detto Morricone rispondendo al presidente Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro che lo ha definito “uno strepitoso musicista e grande amico, l’italiano più famoso nel mondo”.

Aver firmato le musiche per circa 500 film gli ha dato fama e gloria, eppure dalle parole del grande autore traspare il rammarico per non veder apprezzate allo stesso modo le composizioni scritte al di fuori del cinema. “Spero che vengano eseguite un po’ di più – ha osservato – anche se quando uno muore in genere accade il contrario. Molti compositori mi hanno perdonato il ‘peccato’, ma io all’inizio mi vergognavo di scrivere per il cinema. L’ho tenuto nascosto a lungo. Anche il mio maestro Goffredo Petrassi, che voleva non prendessi impegni per due anni perche voleva farmi insegnare al conservatorio, lo seppe più tardi. In seguito partecipai al concorso per insegnare a Cagliari, ma arrivai quarto. Meno male”.

Maestro, nel 2019 sarà di nuovo in tour. Dove trova l’energia? Gli è stato chiesto. “Mi piace tanto scrivere. E’ l’unica cosa che so fare – ha detto con la voce rotta dalla commozione -. Per i miei cento anni non so che cosa farò. Spero che il pubblico continui ad amarmi. Ogni film ha un giudizio diverso, il prossimo potrebbe essere una catastrofe per me come compositore. E quindi il pubblico potrebbe dire: ma chi è questo? L’esame si fa ogni volta”.

E alle persone che le sono così affezionate? “Al pubblico dico solo grazie. I compositori hanno bisogno del pubblico. Noi scriviamo a casa, quella carta può andare a finire in un cassetto, ma se va bene qualcuno può dire: ok, la eseguiamo. C’è bisogno di un’orchestra e di uno strumento, ma se non c’è il pubblico che la ascolta…”.

Sul podio dell’Auditorium saliranno anche il premio Oscar Nicola Piovani e Carlo Rizzari, che dirigeranno brani scritti espressamente per festeggiare Morricone. In repertorio anche Stravinsky, Bach, Petrassi. Santa Cecilia – di cui Morricone è accademico dal 1996 – gli ha anche dedicato un volume ricco di foto e testimonianze di personaggi e registi. Sulle pareti dell’Auditorium campeggiano le grandi foto in bianco e nero del compositore scattate da Musacchio & Ianniello.

Nel museo degli strumenti sono in mostra gli abiti di scena realizzati dalla sartoria Tirelli per cinque film musicati da Morricone. La Siae, partner dei festeggiamenti, ha sorpreso il maestro con un regalo particolare. Il direttore generale Gaetano Blandini, nel ricordare che Morricone è iscritto da ben 72 anni, gli ha donato una targa con la riproduzione della sua prima composizione per pianoforte depositata il 26 novembre 1946, a 18 anni. “Non esiste più – ha esclamato ridendo il maestro – l’ho strappata. Mi sono rimangiato quello che avevo scritto all’epoca. Quindi adesso esiste grazie a voi”.

Ennio Morricone si è fatto immortalare volentieri da fotografi e telecamere. Aveva detto no invece a un ragazzo che insisteva per un selfie, poi ha accettato dopo avergli chiesto scherzando “Quanto mi dai?”. Il maestro dimostra di vivere serenamente questo traguardo speciale. “Non ho rimpianti. E’ andata bene”.

(di Luciano Fioramonti/ANSA)