Sindaco di Riace: “Io fuorilegge contro norme balorde”

Mimmo Lucano, il sindaco di Riace a "Porta a porta"
Mimmo Lucano, il sindaco di Riace a "Porta a porta"

ROMA. – Dal suo punto di vista è il difensore degli ultimi, un sindaco “fuorilegge” che combatte contro norme “balorde” approvate da quello Stato che lui stesso rappresenta: “e’ venuta qua un’altra disperata, una ragazza nigeriana che a Napoli si prostituisce. Le hanno dato due dinieghi è disperata e non vuole tornare. Sai cosa le ho detto? Siamo abusivi, non c’è problema, glieli ho fatti io i documenti…è illegale…ho azzerato la burocrazia…l’ho fatto per aiutarla. Ovviamente è una procedura forzata ma non per imbrogliare ma per venire incontro ad una ragazza che è stata sfruttata ed umiliata”.

Il ritratto di Mimmo Lucano che emerge dall’ordinanza di arresto nei suoi confronti firmata dal Gip di Locri Domenico Di Croce è quello che in molti conoscono; un uomo ‘contro’ che non ha mai nascosto da che parte della barricata aveva scelto di stare: quella dei migranti e dei richiedenti asilo.

Un uomo che rivendica nelle intercettazioni di essere pronto a violare la legge per far rimanere in Italia gli stranieri senza diritto ma nei confronti del quale, dopo 18 mesi d’indagine, non sono emersi al momento elementi che confermino le accuse più pesanti ipotizzate dalla procura: dall’associazione a delinquere all’abuso d’ufficio, dal falso al concorso in concussione.

Mimmo Lucano non è uomo che manda a dire le cose. E così l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti è “una brutta persona” per aver varato un decreto che riduce le possibilità di far ricorso nel caso la domanda d’asilo venga respinta. “Io non sono d’accordo con questo decreto – lo sentono dire gli investigatori parlando di una ragazza senza documenti – La carta d’identità gliela faccio io, sono un fuorilegge…non mando neanche i vigili…mi assumo la responsabilità”.

Ogni strada va percorsa, dunque, per “disattendere queste leggi balorde”. Come? “La legge sull’immigrazione è una legge che presenta tantissime lacune e tante interpretazioni…uno può cercare quelle più restrittive.. e può cercare quelle più elastiche se tu condividi, se non sei d’accordo con quella legge”.

Non a caso il giudice, parlando dei fondi destinati all’ accoglienza e pur non ravvisando reati, parla di una “gestione opaca e discutibile” che mostra un uomo “avvezzo a muoversi sul confine (invero sottile in tali materie) tra lecito e illecito”. Per la procura è ancora peggio: “allarmanti si sono rivelate non solo la lunga serie di irregolarità amministrative e di illeciti penalmente rilevanti” ma anche e soprattutto la “spigliatezza disarmante” e “l’estrema naturalezza con la quale il Lucano…si risolveva a trasgredire norme civili, amministrative e penali”.

Il sindaco in effetti sapeva bene che se le lacune della legge non bastavano bisognava trovare un’altra soluzione. Per esempio organizzare matrimoni combinati. A Joy, una ragazza nigeriana, propone di sposare un certo ‘Giosi’, un vecchietto di Riace un po’ “stupido”. Le racconta che l’aveva già fatto con ‘Stella’ e ‘Nazareno’: “l’ho sposata io – dice – ta, ta ta, veloce…con Nazareno” ma “non è vero che è sposata…capito? Però con i documenti risulta così…con il certificato di matrimonio lei sta qua adesso…tu sposati con uno di Riace…trova una persona per sposarti e vedi che risolvi il problema”.

Il matrimonio però non va a buon fine a causa, scrive il Gip, “dell’evidente incapacità di ‘Giosi’ di manifestare un valido consenso” in quanto non ricorda neanche il nome della ragazza. Ciò non cancella le responsabilità del sindaco: “vive oltre le regole, che ritiene d’altronde di poter impunemente violare nell’ottica del ‘fine giustifica i mezzi'” sintetizza il giudice, che poi ammonisce: “dimentica, però, che quando i ‘mezzi’ sono persone, il ‘fine’ raggiunto tradisce quegli stessi scopi umanitari che hanno sorretto le proprie azioni”.

Mimmo Lucano ha tirato dritto per la sua strada. Fino a quando la Guardia di Finanza si è presentata a casa per notificargli l’ordinanza d’arresto. Ora dovrà difendersi. Ma c’è da scommettere che la sua posizione sarà la stessa che gli investigatori gli hanno sentito spiegare al telefono un anno fa. Quella di un uomo dello Stato contro le leggi “balorde” dello Stato: “io le detesto queste cose e una volta che sono responsabile…finché mi dura mi diverto, mi diverto ad aggredire queste stupidaggini, anzi vorrei andare oltre”.

(di Matteo Guidelli/ANSA)