“Trump ha eluso le tasse”, ora indaga lo stato di New York

Donald Trump acclamato dai suoi supporters.
Trump vola nei sondaggi ma teme sorpresa d'ottobre. EPA/BRANDON DILL

WASHINGTON. – A 3 anni Donald Trump gia’ ‘guadagnava’ 200 mila dollari l’anno. A 8 era un milionario e dai 40 in poi il padre Fred gli ha versato oltre 5 milioni di dollari ogni dodici mesi. Le carte del New York Times smontano il mito del tycoon che si è fatto da solo, quell’immagine coltivata alacremente da The Donald e che in parte è stata la chiave del suo successo elettorale.

Una narrativa secondo cui ai genitori chiese solo un prestito da un milione di dollari che lui, maestro del business, riuscì a trasformare in un impero da 10 miliardi. Stando a quanto scoperto dal Times le cose non sono andate proprio così. Donald ricevette dal padre prestiti per almeno 60,7 milioni di dollari – ben 140 milioni al valore di oggi – gran parte dei quali usati per salvare i ‘disastri’ compiuti dal tycoon proprio nel mondo degli affari. Tutti soldi mai restituiti, o quasi, come emerge dall’inchiesta del quotidiano su cui ora indagano anche le autorità dello stato di New York.

Vogliono vederci chiaro e capire se le accuse di ‘frode fiscale’ avanzate dal Nyt sono fondate. Se davvero gran parte dei 413 milioni di dollari ereditati da The Donald sono frutto di elusione fiscale e di altre operazioni poco trasparenti se non illegali. “Seguiremo tutte le strade più ‘appropriate per stabilire la verità”, spiegano al New York State Department of Taxation and Finance.

L’ira di Trump ancora una volta passa attraverso Twitter: “Il fallimentare Nyt ha fatto qualcosa che non ho mai visto prima”. I suoi legali negano al 100% le accuse liquidandole come illazioni, e la Casa Bianca difende il suo inquilino parlando di transazioni legali controllate e sottoscritte dall’Irs, l’agenzia delle entrate Usa. Il Times invece scrive che gran parte dei soldi versati a Donald dai genitori sono transitati da una società fittizia che ha permesso di abbattere la somma da pagare al fisco: solo il 5% rispetto a un’aliquota del 55%.

Ma al di là della vicenda fiscale, l’inchiesta del Nyt offre uno spaccato di come Trump, al di là della versione ufficiale, abbia creato la sua fortuna. Di fatto attingendo a piene mani dal patrimonio del padre Fred che più volte ha salvato il figlio dal fallimento. E che a un certo punto, ormai avanti con l’età, non si fidava un granché di lasciare tutto in mano a Donald, temendo che dilapidasse il lavoro fatto e la ricchezza accumulata lungo una vita.

E’ grazie ai soldi del padre Fred che Donald alla fine degli anni ’70 fece il grande salto: dal regno immobiliare che la sua famiglia aveva creato nel Queens e a Brooklyn alla conquista di Manhattan, con la costruzione di quella che diventerà il simbolo del suo impero, la Trump Tower sulla Fifth Avenue.

Ma le cose non andarono tutte nel verso giusto e tra il 1989 e il 1992 Fred versò al figlio altri 8,3 milioni di dollari per salvarlo dal fallimento di alcune operazioni tra New York e Atlantic City. E quando Donald chiese una linea di credito di emergenza alle banche, come garanzia presentò una serie di condomini ed edifici residenziali appartenenti anche questi al padre.

L’anno più difficile – ricostruisce il Nyt sulla base della documentazione acquisita – fu il 1990 quando Trump ricevette dalla famiglia una somma straordinaria di circa 50 milioni. E’ proprio il danno di immagine quello che più fa infuriare in queste ore il presidente americano. Pressato come non mai da più parti perché finalmente sveli quelle dichiarazioni dei rediti che finora si è sempre rifiutato di rendere pubbliche.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)