Un’Arca di Noè dei microrganismi per la salute globale

Provette di laboratorio allineate
Microrganismi per la salute globale

ROMA. – Appello per la creazione di un’arca di Noè dei microrganismi che vivono nel corpo umano, sul modello della banca dei semi realizzata nell’Artico: è una garanzia per riuscire a proteggere la salute globale dell’umanità. L’iniziativa, pubblicata su Science, è guidata da Maria Gloria Dominguez-Bello, dell’americana Rutgers University-New Brunswick. I ricercatori chiedono che venga realizzato un progetto internazionale per raccogliere e conservare questi microrganismi in una biobanca globale.

“Siamo di fronte a una crescente crisi sanitaria globale, che richiede di preservare questi microrganismi”, rileva Dominguez-Bello. I microrganismi che convivono con l’organismo senza danneggiarlo (microbiota), prosegue, “si sono evoluti con l’uomo negli ultimi 200.000 anni e per esempio ci aiutano a digerire e a rafforzare il sistema immunitario, proteggendoci da altri microrganismi invasori”.

Tuttavia in poche generazioni, aggiunge, “abbiamo assistito a un’incredibile perdita di diversità di questi microrganismi”, dovuta all’uso di antibiotici e a diete a base di cibi troppo raffinati. Questo problema riguarda le persone che vivono nelle società urbanizzate, che dagli inizi del ‘900 a oggi hanno perso una parte sostanziale di questi minuscoli ‘ospiti’ al punto che, a esempio, la flora intestinale della maggior parte degli americani ha la metà delle specie, rispetto a quella delle popolazioni isolate dell’Amazzonia.

I ricercatori ritengono che questa perdita sia una minaccia per la salute e per il futuro dell’umanità paragonabile ai cambiamenti climatici, perché sempre più ricerche indicano che i disturbi del microbiota durante la prima infanzia, e i conseguenti problemi al metabolismo durate l’età adulta, sono un fattore chiave che contribuisce allo sviluppo di malattie come obesità, diabete, asma e allergie.

Queste malattie hanno un costo altissimo per la società: ogni anno in tutto il mondo si spendono più di 3.300 miliardi di dollari per curale, ma secondo i ricercatori, in futuro potrebbero essere prevenute, reintroducendo i microrganismi persi.

Al tal fine una biobanca globale dovrebbe conservare tutti i microrganismi che vivono in simbiosi con l’uomo, che dovrebbero essere raccolti da tutte le popolazioni e in particolare da quelle che vivono in villaggi isolati dell’America Latina e dell’Africa, che hanno le comunità di microrganismi più ricche di specie, in quanto non hanno sperimentato gli effetti dell’urbanizzazione.

(di Monica Nardone/ANSA)