La crisi venezuelana preoccupa i presidenti Sánchez e Piñera

Il presidente cileno chiede azione, il capo del governo spagnolo insiste nel dialogo (Foto cortesia La Moncloa)

MADRID – La crisi politica e istituzionale del Venezuela è stato uno dei temi al centro dell’attenzione nel colloquio tra il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, e il presidente del Cile, Sebastián Piñera. La particolare realtà politica che vive il Paese preoccupa le due nazioni, soprattutto per le contraccolpi che essa può avere sulla stabilità della regione. Sànchez e Piñera coincidono nella necessità di agire in comune accordo per cercare di attenuare la crisi umanitaria che vive il Venezuela, soprattutto nell’ambito sanitario e dell’alimentazione. E hanno espresso la disponibilità a promuovere qualunque sforzo orientato a incoraggiare il dialogo tra gli attori politici in modo da trovare una soluzione negoziata che permetta il ritorno del paese alla democrazia.

Nel caso del conflitto politico venezuelano, il presidente cileno ha chiesto azione, mentre il capo del governo spagnolo insiste nel dialogo. Due posizioni, quindi, assai diverse che coincidono però nella necessità di un cambiamento nell’orientamento politico del Paese.

Sánchez insiste nel dialogo tra venezuelani per incontrare il camino che permetta di sbloccare lo stallo politico e trovare una soluzione alla crisi umanitaria. La tesi del presidente del governo spagnolo è che la comunità internazionale deve accompagnare il dialogo senza intervenire direttamente.

– Spagna non vuole avere ingerenze nella politica latinoamericana. Al contrario, è suo desiderio sostenere, apprendere e condividere.

Il presidente Piñera, invece, è stato molto più duro nelle sue valutazioni.

– Venezuela non è più una democracia – ha affermato -. Ha avuto tutte le possibilità per progredire in pace e in democrazia ma ha preso il cammino sbagliato. Non è una democrazia, non vi è separazione dei poteri, non si rispettano i diritti umani.

Piñera si è compromesso a fare tutto quanto in suo potere “e a impiegare tutti gli strumenti per promuovere il ritorno del Venezuela alla democrazia”.

Redazione Madrid