Il greggio corre e la fattura petrolifera sale a 21-22 miliardi

Operaio camminando sopra dei barili di petrolio accatastati
Il greggio corre e la fattura petrolifera sale a 21-22 miliardi

ROMA. – Il prezzo del greggio corre e la bolletta petrolifera che l’Italia pagherà nel 2018 rischia di schizzare a 22 miliardi, dai 17,5 dello scorso anno. Le nuove stime dell’Unione petrolifera, che solo a dicembre scorso puntavano su una forchetta tra 17 e 21 miliardi per i costi che il Paese, privo di risorse naturali, deve sostenere per approvvigionarsi all’estero, puntano adesso con decisione nella parte alta di questo intervallo e anche oltre, tra 21 e 22 miliardi.

La nuova stima dell’Up, che difficilmente sbaglia i suoi calcoli, si basa sulla proiezione del prezzo medio del Brent del mese di settembre-prima decade di ottobre per il resto dell’anno, per una media annua di 75-76 dollari al barile, contro i 54 del 2017. E’ vero che si tratta di un valore ancora lontano dai picchi di oltre 33 miliardi registrati nel ‘terribile’ 2012, quando il greggio quotò in media annua oltre 110 dollari al barile (anche se con un cambio di 1,28 euro/dollari rispetto all’attuale 1,19), ma è chiaro che l’aggravio rispetto allo scorso anno si sente.

E potrebbe non essere finita qui: proprio ieri l’Agenzia internazionale per l’energia ha lanciato un appello all’Opec e agli altri maggiori produttori chiedendo di aumentare la produzione per evitare un ulteriore rialzo delle quotazioni che metterebbe a repentaglio l’economia globale, avvertendo che i mercati petroliferi stanno entrando nella “zona rossa”.

Un allarme condiviso dall’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, che spera in “un prezzo ragionevole che stia tra 70 e 80 dollari”, non solo per il gruppo che guida, “ma anche per i consumatori perché se dovesse crescere troppo non sarei assolutamente contento”.

E proprio i consumatori, infatti, cominciano a fare i conti: per il Codacons la corsa dei prezzi determinerà nel 2018 una stangata complessiva da 8,1 miliardi di euro a carico delle famiglie italiane, solo per maggiori costi legati al carburante e alle bollette energetiche.

(di Francesca Paggio/ANSA)