Due italiane tra le venticinque donne geniali della robotica 2018

Le italiane nella classifica internazionale delle donne della robotica: da sinistra: Laura Margheri, dell'Imperial College di Londra, e Rita Cucchiara, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Le italiane nella classifica internazionale delle donne della robotica: da sinistra: Laura Margheri, dell'Imperial College di Londra, e Rita Cucchiara, dell'Università di Modena e Reggio Emilia (fonte: Robohub)

ROMA. – Due italiane ancora una volta sono tra le 25 donne geniali della robotica: Rita Cucchiara, dell’università di Modena e Reggio Emilia, e Laura Margheri, dell’Imperial College di Londra, sono entrate a far parte della classifica internazionale stilata per il 2018 da RoboHub, la più grande comunità scientifica degli esperti di robotica. Nel 2015 avevano avuto lo stesso riconoscimento Cecilia Laschi, della Scuola Sant’Anna di Pisa, e Barbara Mazzolai, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Entrambe si occupano di campi nuovissimi e che sanno di futuro, così come le altre donne della classifica. C’è, per esempio, l’esperta di robot umanoidi Kanako Harada, che guida il programma ImPACT del governo giapponese sul ruolo degli umanoidi bionici nella nuova rivoluzione industriale. L’americana Heather Justice progetta invece per la Nasa un nuovo rover destinato a Marte, mentre Erin Kennedy è una maker, che con la stampa 3D ha costruito un robot capace di pulire le spiagge.

Per la maggior parte le donne geniali della robotica sono americane, ben 13 su 25, e sono 12 i Paesi presenti nella classifica, nella quale per la prima volta entra un’africana: l’esperta di informatica Brenda Mboya, della Ashesi University in Ghana. “E’ stata una sorpresa”, ha detto all’ANSA Laura Margheri, contenta che il sito Robohub abbia citato con lei Cecilia Laschi e Barbara Mazzolai: “lo interpreto come la volontà di far emergere figure che hanno voluto aprire nuove frontiere nella robotica”.

Prima di lavorare a Londra, infatti, Margheri si è formata nell’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, dove sono nati i primi robot soffici capaci di adattarsi all’ambiente grazie alla loro intelligenza diffusa nel corpo. Ora Margheri si è specializzata nel management della ricerca e svolge un ruolo cruciale nel presentare e promuovere progetti e nel cercare i finanziamenti per realizzarli. Anche per questo “entrare nella classifica è stata una sorpresa”, ha detto la ricercatrice. E’ un ruolo “che mi sono costruita su misura da quando ero in Italia e che ho trovato più affine alle mie caratteristiche: mi piace trovare metodi di supporto per i ricercatori e aiutare ad aprire nuove vie”.

E’ un figura innovativa anche Rita Cucchiara, esperta di intelligenza artificiale del dipartimento di Ingegneria ‘Enzo Ferrari’ dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove studia l’interazione fra uomini e macchine. Dirige anche il laboratorio del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini) per l’intelligenza artificiale e i sistemi intelligenti.

“Mi fa piacere che ci siano ancora delle italiane della classifica di Robohub perchè l’Italia è forte nella robotica”, ha detto all’ANSA Cecilia Laschi. “Mi fa piacere per Laura, che era nel mio gruppo, e per Rita Cucchiara, che ho conosciuto recentemente e con la quale – ha detto ancora – siamo in contatto perché la robotica e l’intelligenza artificiale si stanno avvicinando sempre di più”.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)