Migranti, paura e sfiducia in aumento tra gli italiani

Migranti dormono sul ponte della Guardiacoste Diciotti
Migranti dormono sul ponte della Guardiacoste Diciotti

ROMA. – Paura e sfiducia aumentano tra gli italiani, ma se è vero che gli atteggiamenti xenofobi sono diffusi in una minoranza di nostri connazionali, è altrettanto vero che la maggioranza non è per un’accoglienza incondizionata, a partire soprattutto da un giudizio circa la fragilità delle nostre istituzioni e dalla sfiducia che il fenomeno migratorio possa essere governato.

Sono queste alcune delle conclusioni di una ricerca promossa da Caritas Italiana e dalla rivista ‘Il Regno’ sull’immigrazione. Secondo i dati Ocse e Eurostat nel 2017 l’Italia, viene ricordato, è stato il paese nel quale la distanza tra la percezione su quanti siano i migranti legali e la realtà ha avuto dimensioni importanti. Percezione peraltro in crescita rispetto al 2002.

Tuttavia l’opinione pubblica italiana non è la più miope tra quelle europee. Se rapportata al numero effettivo di immigrati la distorsione di cui soffrono gli italiani nel 2017 è di gran lunga inferiore a quella di cui soffre l’opinione pubblica di molti paesi dell’Europa dell’Est. È però maggiore di quella di altre opinioni pubbliche occidentali.

La questione sulla quale invece gli italiani si scostano in misura grossolana dalla realtà riguarda, secondo gli autori dello studio, la quota di immigrati irregolari, stimati dalla Fondazione Ismu nel 2017 a meno dell’1%. A fronte di questa stima, nell’ottobre 2017 ben il 47% degli italiani era convinto che la maggioranza degli immigrati fosse costituita da illegali. E in questo ci superano solo i greci (59%). Nel 2018 circa il 55% degli intervistati percepisce l’impatto dell’immigrazione sull’economia italiana come negativo, un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2001.

Infine i timori più diffusi tra gli italiani riguardano la sicurezza. Nel 2018 come nel 2001, il 60% degli intervistati esprime questo tipo di preoccupazioni, che sono condizionate anche dalla pratica religiosa, dall’orientamento politico e dal livello di istruzione. Gli italiani – affermano ancora gli autori dello studio – non sono xenofobi, ma sono favorevoli a un’accoglienza limitata.

“Quando l’effetto complessivo della globalizzazione fa saltare i meccanismi di riconoscimento comunitario – spiega Gianfranco Brunelli, direttore de Il Regno – allora l’effetto di sfiducia diventa sfiducia nelle istituzioni. Lo Stato italiano ha un problema storico sulla solidità delle proprie istituzioni. In particolare la sfiducia nelle istituzioni, che caratterizza da sempre gli italiani, fa percepire, pure considerando analoghe difficoltà di altre nazioni europee, il fenomeno migratorio come minaccia per noi ingovernabile”.